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Pizza a Vico 2026: la solidarietà riparte dalle parole del presidente Michele Cuomo

✍️ Dora Chiariello

Generico agosto 2026 Pizza a Vico 2026: la solidarietà riparte dalle parole del presidente Michele Cuomo

Generico agosto 2026 VICO EQUENSE – Non è solo una questione di farina, passata di pomodoro e forni a legna. La pizza, a Vico Equense, è una cosa seria, ma la solidarietà lo è ancora di più. Con l’apertura ufficiale del bando per il nuovo progetto benefit, l’edizione 2026 di “Pizza a Vico” scalda i motori e ridefinisce i suoi confini. Dal 15 al 17 settembre 2026, le strade della splendida località costiera torneranno a popolarsi di profumi, visitatori e maestri pizzaioli, uniti sotto un unico grande claim: “Un sapore senza confini”.

Generico agosto 2026 Dietro la macchina organizzativa c’è la visione dell’Associazione Pizza a Vico, guidata dal presidente Michele Cuomo, che quest’anno ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella del valore sociale della manifestazione.

Generico agosto 2026Il cuore oltre il cornicione: la visione di Michele Cuomo

“Pizza a Vico è nata per celebrare la nostra identità gastronomica, ma oggi è diventata uno strumento potente per fare del bene,” ha dichiarato il presidente Michele Cuomo, tracciando la rotta per l’edizione alle porte.

Per l’edizione 2026, l’obiettivo è chiaro: non fare semplice beneficenza calata dall’alto, ma coinvolgere direttamente il tessuto cittadino. Il claim scelto, “Un sapore senza confini”, non è un semplice slogan pubblicitario, ma una promessa di inclusione. L’intento è abbattere le barriere sociali e trasformare ogni singola pizza sfornata in un aiuto concreto, capace di lasciare un’impronta duratura sul territorio anche dopo lo spegnimento dei forni.

Al via il bando: la città diventa protagonista

La vera novità di quest’anno risiede nella modalità di scelta del progetto sociale da finanziare. L’associazione ha infatti lanciato una manifestazione d’interesseaperta a chi il territorio lo vive e lo respira ogni giorno. Saranno i cittadini, le associazioni e gli enti del terzo settore a proporre le idee più urgenti e necessarie per la comunità.

I proventi raccolti durante la tre giorni di settembre saranno interamente devoluti al progetto vincitore.

Come partecipare: la roadmap per i candidati

Per chiunque desideri candidare un’idea di utilità sociale, i tempi sono stretti e richiedono progettualità concreta:

  • Chi può candidarsi: Associazioni, enti del terzo settore, comitati e cittadini.
  • Cosa presentare: Un progetto strutturato che risponda a un bisogno reale della comunità locale.
  • Scadenza per l’invio: Le proposte devono pervenire tassativamente entro il 20 agosto 2026.
  • Canale ufficiale: Le candidature vanno inviate via email all’indirizzo info@pizzaavico.it.

La sfida è aperta. Vico Equense si prepara a dimostrare, ancora una volta, che quando la tradizione incontra la solidarietà, il gusto non ha davvero confini.

Focus: La Pizza a Vico, una storia lunga un metro

Se Napoli è la culla della pizza tonda nel piatto, Vico Equense è la capitale mondiale della pizza a metro. Questa variante unica, nata negli anni ’30 dall’intuizione del panettiere Luigi Dell’Amura (noto come “Gigino”), ha rivoluzionato il modo di concepire e condividere questo piatto.

Ecco cosa rende unica la tradizione vicana:

  • La condivisione: La pizza viene servita su lunghi talami di legno. Si ordina in base al numero di persone o alla lunghezza (es. mezzo metro o un metro), permettendo di assaggiare più gusti contemporaneamente.
  • L’impasto: Rispetto alla classica verace napoletana, la pizza di Vico si distingue per un’idratazione differente e una cottura leggermente più prolungata. Il risultato è un cornicione meno pronunciato, ma una base incredibilmente soffice e ariosa, capace di reggere il peso di condimenti generosi.
  • Gli ingredienti locali: Il segreto del successo risiede nella valorizzazione dei prodotti dei Monti Lattari, come il celebre fiordilatte di Vico Equense, i pomodori locali e l’olio extravergine d’oliva della penisola sorrentina.

Oggi “Pizza a Vico” non celebra solo un prodotto gastronomico, ma un vero e proprio patrimonio culturale che unisce artigianato, storia familiare e identità territoriale.