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Piano di Sorrento e il caso antenne: nessuna difesa del Comune, la protesta diventi azione civica e non insulto

La questione delle antenne di telefonia mobile continua a infiammare il dibattito cittadino, ma il confronto rischia di deragliare sui binari sbagliati. A seguito del nostro recente intervento sul tema, abbiamo registrato una pioggia di commenti da parte di lettori che accusano la nostra testata di essersi schierata a difesa del Comune di Piano di Sorrento.
Vogliamo sgombrare subito il campo da ogni equivoco: la nostra non è, e non è mai stata, una difesa dell’amministrazione comunale. Il nostro obiettivo era semplicemente quello di riportare la discussione su un piano di realtà e di utilità pratica, separando i fatti dalle invettive.

Le responsabilità reali: Compagnie e Piano Antenne

Per comprendere la vicenda, occorre partire da un dato oggettivo: le antenne non vengono installate dal Comune, ma dalle compagnie telefoniche private, che operano sulla base di normative nazionali spesso molto permissive.
Qual è, allora, il ruolo dell’ente locale? La responsabilità dell’amministrazione si concentra sulla pianificazione territoriale, ovvero sulla stesura e sull’aggiornamento del Piano Antenne. Su questo fronte, il Comune avrebbe forse dovuto affiancare in modo più deciso i cittadini preoccupati? Assolutamente sì. Tuttavia, non ci è dato sapere se e come l’amministrazione si sia mossa in tal senso, complice una totale assenza di comunicazione istituzionale e di aggiornamenti pubblici (post o comunicati) sull’argomento.

Basta offese, servono i comitati

Il fulcro del nostro precedente intervento, che ha generato il malinteso, era rivolto al metodo della protesta. L’amministrazione ci ha fatto sapere di essere stata bersaglio di offese gravi e attacchi personali.
Il nostro messaggio era un invito alla concretezza: invece di sfogarsi sui social network con insulti che non portano a nulla (se non a potenziali querele), i cittadini dovrebbero organizzarsi.

La vera forza civica si esprime attraverso:

  • La costituzione di comitati cittadini e associazioni riconosciute.
  • La presentazione di esposti formali alle autorità competenti.
  • Una sana attività politica, chiedendo conto all’opposizione e pungolando la maggioranza nelle sedi opportune.

Il parallelo con le strisce blu a Mortora

La nostra non era una critica a chi protesta, ma a coloro i quali preferiscono l’insulto da tastiera all’azione civica strutturata.
Questo stesso principio, per inciso, vale anche per altre polemiche che stanno animando Piano di Sorrento in questi giorni, come il caso delle strisce blu a Mortora. Anche in questa circostanza, le lamentele virtuali lasciano il tempo che trovano se non vengono supportate da una mobilitazione reale, pacifica e documentata.
Positanonews resta, come sempre, a disposizione dei cittadini per dare voce ai comitati, pubblicare le istanze ufficiali e raccontare le battaglie civiche. Ma la politica – e la cittadinanza attiva – devono tornare a fare la propria parte nel mondo reale.

Aggiungiamo una nota sempre tornando al Piano antenne e alla sua efficacia, non siamo entrati nel merito, ma parlammo della pre esistenza di un buon piano antenne fatto da uno studio serio, e anche dei costi alti, ma erano solo dubbi, su questi e altri punti e sul ruolo della maggioranza dovrebbe intervenire l’opposizione non un giornale che fa cronaca, riconosciamo, invece, anche se non dai toni, legittime le proteste di chi lamenta una linea carente , verso le proteste e le esasperazioni dei residenti spesso c’è la frustrazione di vedere problemi irrisolti per i quali chiedono e vogliono risposte e il dialogo che spesso vediamo non esserci. Anche se capiamo che è difficile perchè si ha a che fare con chi le antenne le vuole e chi no. Entrambe le istanze sono legittime. Ma crediamo che vi sia anche altro da parte delle compagnie che non riusciamo a capire, sono loro i principali responsabili di questa situazione.