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Piano di Sorrento. Addio strisce bianche a Mortora: arrivano i parcheggi a pagamento e scoppia la protesta dei residenti

Una vera e propria doccia fredda di mezza estate per i residenti di Piano di Sorrento. Da qualche giorno, in diverse zone della città e in particolar modo nella frazione di Mortora, i cittadini si sono risvegliati con un’amara sorpresa: le storiche strisce bianche, da sempre rifugio per la sosta gratuita delle auto di chi abita in zona, sono state cancellate per fare spazio ai parcheggi a pagamento delimitati dalle strisce blu.

Un cambio di viabilità e di gestione della sosta che ha immediatamente innescato una reazione a catena, culminata in una vera e propria pioggia di contravvenzioni e in un coro unanime di proteste da parte della cittadinanza.

Il nodo della comunicazione: “Nessun preavviso, solo multe”

A scatenare l’indignazione popolare non è solo la cancellazione degli stalli gratuiti – un tema da sempre sensibile in una penisola sorrentina cronicamente affamata di posti auto – ma soprattutto le modalità e le tempistiche con cui il provvedimento è stato calato dall’alto.

La lamentela principale, giunta a più riprese anche alla nostra redazione da parte di numerosi residenti, riguarda l’assenza di una comunicazione preventiva da parte dell’amministrazione comunale.

Il disagio dei residenti e lo spettro del “far cassa”

Sarebbe stato quantomeno doveroso informare la cittadinanza con congruo anticipo“, è il commento che rimbalza più frequentemente tra le strade di Mortora

In un cambiamento così radicale delle abitudini quotidiane, i residenti si sarebbero aspettati una fase transitoria di tolleranza e di informazione, magari tramite avvisi cartacei lasciati sui veicoli o una massiccia campagna informativa istituzionale, prima di passare alla fase sanzionatoria dura e pura.

Come redazione, pur non potendo accertare se vi siano state o meno comunicazioni istituzionali preventive da parte dell’Ente, non possiamo ignorare il dato di fatto che emerge con forza: i residenti affermano di non essere stati minimamente informati. La notizia, evidentemente, non ha raggiunto in modo capillare chi vive il territorio.

Di fronte a un cambiamento così radicale delle abitudini quotidiane, i cittadini si sarebbero aspettati buon senso e una fase transitoria di tolleranza. Anche ammettendo la regolarità dell’iter amministrativo, molti si chiedono: non si poteva aspettare qualche giorno o un paio di settimane prima di iniziare a sanzionare? Sarebbe bastato lasciare avvisi cartacei bonari sui parabrezza per informare la cittadinanza della novità, prima di passare alla fase sanzionatoria dura e pura, che ha finito per colpire chi aveva parcheggiato sotto casa convinto, per abitudine, di trovarsi ancora in una zona a sosta libera.