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Penisola Sorrentina. Turismo, Gino Acampora: ‘Sorrento verso i 3 milioni di presenze’: ma a novembre pesa l’incognita Capodichino

Turismo in Penisola Sorrentina: puntiamo a 3 milioni di presenze nel 2026. L’analisi di Gino Acampora tra luci e nodi

I flussi turistici in Penisola Sorrentina tengono botta, veleggiando verso i tradizionali 3 milioni di presenze per il 2026, pur registrando un lieve calo nel cuore dell’estate. A scattare la fotografia del comparto è Gino Acampora, presidente dell’associazione degli agenti di viaggio locali, in una lucida analisi rilasciata in una recente intervista curata da Massimiliano d’Esposito per Il Mattino.

La stagione, partita con il vento in poppa in primavera grazie ai ponti e alla Tre Golfi Sailing Week, ha subito un leggero rallentamento tra luglio e agosto. Una dinamica legata in parte alla nuova abitudine dei vacanzieri di affidarsi al last minute, prenotando a ridosso della partenza. Sul fronte delle presenze, se il mercato britannico si conferma lo zoccolo duro, Acampora segnala una lieve flessione degli statunitensi. Un calo che pesa sul fatturato, trattandosi di turisti con una capacità di spesa superiore del 40% rispetto alla media, bilanciato però dall’atteso ritorno degli asiatici e dai flussi sudamericani. Il giro d’affari complessivo subisce una lieve contrazione, dovuta non a un calo drastico di numeri, ma all’eccessiva frammentazione dell’offerta ricettiva che “spalma” i ricavi.

Le vere soddisfazioni sono attese per settembre e la prima metà di ottobre. L’unica nube all’orizzonte per la destagionalizzazione riguarda novembre: i lavori indifferibili all’aeroporto di Capodichino, senza un adeguato dirottamento dei voli dal Regno Unito sullo scalo di Salerno, rischiano di penalizzare fortemente gli arrivi d’oltremanica e il cruciale settore del turismo congressuale. Ciononostante, lo sguardo è già proiettato al 2027 e alla grande vetrina dell‘America’s Cup nel Golfo di Napoli.

Sul fronte delle politiche territoriali, Acampora plaude all’adesione di Sorrento alla “Carta di Amalfi“, passo fondamentale per garantire quell’equilibrio vitale tra residenti, che non devono sentirsi “ospiti a casa loro”, e turisti. Ma la vera sfida per il futuro passa dalla creazione di una Destination Management Organization (Dmo) per risolvere i nodi storici del comprensorio: traffico, parcheggi, vie del mare e l’eterna criticità della Circumvesuviana. “Il nostro territorio dispone di infrastrutture vecchie – avverte Acampora – pensate per numeri del turismo lontani da quelli odierni“. Un appello chiaro per modernizzare la Penisola, a partire dallo sblocco della gara per il percorso meccanizzato sorrentino.