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Meta, la giunta cambia pelle: rimpasto da record per il sindaco Giuseppe Tito. Si fanno i nomi della Cacace e Porzio

Un vero e proprio terremoto politico scuote il Comune di Meta. Il sindaco Giuseppe Tito ha parzialmente revocato il decreto di nomina dell’esecutivo siglato il 18 giugno 2024, azzerando di fatto tre quarti della sua squadra di governo. Con il provvedimento firmato nelle ultime ore, lasciano il loro incarico gli assessori Angela Aiello, Biancamaria Balzano e Massimo Starita.

L’unico a sopravvivere alla scure del rimpasto è il vicesindaco Pasquale Cacace. Tutte le deleghe ritirate sono momentaneamente tornate nelle mani del primo cittadino, che si prepara a sciogliere le riserve sui nuovi ingressi dopo un doveroso confronto interno con la maggioranza.

I nomi sul tavolo

Per la composizione della nuova squadra, le indiscrezioni si fanno sempre più insistenti. I nomi più accreditati per un posto in giunta sembrano essere quelli di Roberto Porzio e Daniela Cacace. La terza casella resta invece avvolta dall’incertezza, con l’ipotesi Mormile che guadagna terreno ma senza ancora conferme definitive.

La strategia di Tito: avvicendamento e difesa della maggioranza

Giuseppe Tito, figura di riferimento della Costa di Sorrento nell’ambito della Città Metropolitana di Napoli e a livello regionale, si conferma così il sindaco della storia di Meta — e dell’intera Penisola Sorrentina — ad aver effettuato il maggior numero di cambi in giunta. Un’ennesima mossa clamorosa che non sembra essere stata accolta da tutti con particolare entusiasmo.

Prima di arrivare al blitz sulle nomine dell’esecutivo, Tito aveva già mosso con astuzia le sue pedine sullo scacchiere consiliare: il primo cittadino ha infatti assegnato diverse deleghe ai consiglieri di minoranza. Una scelta strategica duplice, utile da un lato a coinvolgere l’opposizione nella gestione amministrativa e dall’altro a disinnescare sul nascere il rischio che potesse formarsi una fronda contraria all’interno del Consiglio comunale.

Continuita ed elementi di novità

A spiegare le ragioni dell’azzeramento parziale è lo stesso sindaco, che inquadra la decisione nel “solco del criterio dell’avvicendamento da sempre seguito nella scelta della compagine amministrativa”. Secondo Tito, questo passaggio si rende necessario per introdurre “nuove forze apportatrici di nuove idee funzionali all’attuazione del programma politico nei settori più strategici”.

Di contro, la conferma solitaria del vicesindaco Pasquale Cacace risponde a precise esigenze di stabilità politica e operativa: l’ingresso di volti nuovi, sottolinea il primo cittadino, necessita comunque di un “collante” esperto. Una figura di continuità in grado di garantire il raccordo politico e di fare da filtro verso un sindaco già gravato da numerosi impegni istituzionali. Nelle prossime ore si attende l’ufficializzazione del nuovo assetto.