Malore al ristorante a Vico Equense, la replica del 118: “Nessun ritardo di 45 minuti, ecco la verità sui soccorsi”
Il racconto dei concitati momenti vissuti la notte del 30 agosto in un ristorante di Massaquano si arricchisce di un nuovo, fondamentale capitolo. Dopo la denuncia pubblicata ieri circa un presunto ritardo di 45 minuti nei soccorsi a una cliente colta da svenimento, giunge oggi alla nostra redazione la puntuale e doverosa replica da parte del personale del 118 intervenuto sul posto.
A prendere la parola per ristabilire i fatti è l’autista soccorritore dell’ambulanza della postazione di Vico Equense, che ha chiarito a Positanonews le reali tempistiche e le dinamiche operative dell’intervento, allontanando le accuse di inefficienza e facendo luce sulle oggettive difficoltà del servizio.
Le reali tempistiche e l’ostacolo del traffico
Il primo punto chiarito dai diretti interessati riguarda la provenienza del mezzo di soccorso. L’ambulanza non è affatto partita da Castellammare di Stabia, come ipotizzato dai presenti nel locale.
La dinamica si è svolta diversamente:
- Gestione urgenze: Al momento della chiamata per il ristorante di Massaquano, l’equipaggio di Vico Equense si trovava già impegnato presso il Pronto Soccorso di Sorrento per concludere un intervento assegnato precedentemente.
- Tempi effettivi: Ricevuta la nuova attivazione, il mezzo si è diretto immediatamente verso la frazione collinare. Il target è stato raggiunto in circa 25-26 minuti, tempistica ben lontana dai 45 minuti denunciati.
- Il nodo viabilità: I soccorritori sottolineano come il fattore viabilità in Penisola Sorrentina sia critico anche di notte: “Anche un pilota di F1, con il traffico che c’è in queste ore, non sarebbe riuscito ad arrivare in minor tempo”.
Unità specializzata e parametri stabili
Il secondo, cruciale chiarimento riguarda la composizione dell’equipaggio. L’ambulanza intervenuta non era composta esclusivamente da “semplici soccorritori” sprovvisti di competenze cliniche.
A bordo erano operativi un Autista Soccorritore BS e un Infermiere. L’operatore del 118 sottolinea con fermezza che l’infermiere è un professionista sanitario laureato, formato per la scienza del corpo umano e pienamente abilitato a valutare, gestire e prestare le cure di primo soccorso in totale autonomia.
L’intervento si è poi concluso nel migliore dei modi. All’arrivo dell’equipaggio la donna è stata prontamente visitata. I suoi parametri vitali sono risultati perfettamente stabili e nella norma, motivo per cui è stata la paziente stessa, in piena facoltà, a rifiutare il trasporto in ospedale per ulteriori accertamenti.
Una precisazione necessaria che ridimensiona l’allarme, pur mantenendo accesi i riflettori sulle oggettive complessità logistiche con cui la macchina dell’emergenza deve fare i conti ogni giorno nel territorio costiero.



