Le cento croci e cento Ave Maria: la tradizione dell’Assunta che si rinnova in Costiera
C’è una tradizione che, ancora oggi, attraversa i paesi della Costiera Amalfitana e che nel giorno di Ferragosto assume un significato tutto particolare. È la “pia pratica delle cento croci e cento Ave Maria”, un momento di devozione popolare legato alla festa dell’Assunta, che si celebra il 15 agosto.
L’appuntamento, previsto oggi alle 17.30, richiama una consuetudine tramandata nel tempo e vissuta soprattutto attraverso la preghiera ripetuta per cento volte. Una pratica semplice, quasi essenziale, ma profondamente radicata nella religiosità popolare della Costiera.
La formula recitata in napoletano, con alcune varianti a seconda dei luoghi, è:
“Nemic fatt arass, tu cu mic nun c pass; oggi è o juorn ra Vergine Marj, m facc cient cruc e cient Ave Maria”.
Una frase che viene ripetuta cento volte, accompagnando ciascuna invocazione con il segno della croce e con la recita dell’Ave Maria.
È una tradizione che non appartiene a un solo paese, ma che si ritrova in diversi centri della Costiera, dove nel corso degli anni le parole possono essere cambiate leggermente, secondo le diverse espressioni della devozione locale. Proprio questa varietà rende ancora più preziosa una pratica che si è conservata soprattutto grazie alla trasmissione orale, passando da una generazione all’altra.
Il 15 agosto, del resto, per la comunità cristiana è la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, una ricorrenza particolarmente sentita nei paesi della Costiera, dove la devozione mariana è profondamente intrecciata alla storia e alla vita delle comunità.
Ad Amalfi, il legame è ancora più significativo: la Madonna Assunta è infatti la titolare della Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo. La festa assume dunque un valore che va oltre il calendario religioso, inserendosi nella storia secolare della città e nella sua identità spirituale.
Le cento croci e le cento Ave Maria raccontano proprio questo: una fede semplice, popolare, fatta di gesti ripetuti e parole tramandate, ma anche di memoria collettiva. Una preghiera che si rinnova ogni anno e che, nel cuore dell’estate, riporta per un momento la comunità a un ritmo più lento, quello della devozione e della condivisione.
In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di perdersi, anche un gesto apparentemente piccolo come quello delle cento croci e cento Ave Maria diventa così un modo per custodire la memoria di una comunità e il patrimonio immateriale della Costiera.
E oggi, nel giorno dell’Assunta, quella preghiera torna ancora una volta a farsi voce, gesto e memoria: cento croci, cento Ave Maria, un’unica antica devozione che continua a vivere tra i borghi della Costiera.

