Il ritorno della Regina del Mediterraneo: la foca monaca incanta la Costa d’Amalfi.
Da simbolo di un mare minacciato a messaggio di speranza: un esemplare di foca monaca si mostra nella splendida Baia di Cavallo Morto. Ecco le immagini di un incontro magico.
Raccontare l’incontro con una foca monaca significa rispolverare la storia antica del nostro mare: una storia spesso segnata da degrado e distruzione, ma illuminata da straordinari episodi di resilienza e speranza.
Sapere che, nonostante tutto, in alcune delle località turistiche più note e affollate del Mare Nostrum riescano a sopravvivere mammiferi capaci di raggiungere i tre quintali di peso — perfettamente adattati alla vita acquatica — suscita in noi uno stupore quasi infantile.
Qui in Costiera Amalfitana c’è una foca monaca che sembra essersi affezionata alle tipiche rocce a strapiombo. E potrebbe non essere la sola, dato che gli avvistamenti si stanno ripetendo con una certa frequenza.
La foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) è una delle specie più rare al mondo ed è a forte rischio di estinzione. Ama le coste rocciose e le grotte marine, che le offrono l’habitat ideale per rifugiarsi e riprodursi.
L’ultimo avvistamento: la magia della Baia del Cavallo Morto
L’ultimo avvistamento è avvenuto sabato mattina ed è davvero speciale. L’animale è stato notato nella Baia del Cavallo Morto nel comune di Maiori, un luogo incantevole e molto frequentato dai diportisti, poiché accessibile solo via mare.
Si tratta di una baia dalle acque tranquille e a tratti profonde, dove l’animale è probabilmente entrato seguendo un banco di piccoli pesci. Il costone roccioso che la sovrasta la mantiene all’ombra e al fresco fino a mattino inoltrato; il suo fondale scosceso regala spesso lo spettacolo di pesci argentati che guizzano a pelo d’acqua, mentre i limoneti sui terrazzamenti del versante opposto riflettono un verde intenso che si fonde con il blu del mare.
L’incontro con questo splendido animale è sempre commovente: si percepisce subito che non si tratta di un pesce, ma di un mammifero. Una creatura speciale — un pinnipede carnivoro — che trascorre gran parte del tempo in acqua ma respira con i polmoni, partorisce cuccioli vivi e li allatta.
Come si fa a restare indifferenti?
Di fronte a un evento così raro, è fondamentale agire con intelligenza e responsabilità per tutelare l’animale:
● Mantenere le distanze: Restare ad almeno 50 metri di distanza. Le foche monache sono animali selvatici ed estremamente sensibili alla presenza umana. Rispettiamo la loro tranquillità osservandole da lontano.
● Non ostruire la via di fuga: Se la foca si trova a terra o su una spiaggia, non frapporsi mai tra lei e il mare. Interrompere il suo collegamento con l’acqua le provocherebbe un forte stress.
● Gestire gli animali domestici: Tenere i cani al guinzaglio e a debita distanza. Potrebbero spaventare la foca o veicolare malattie pericolose per la specie. Invitate con garbo anche gli altri presenti a fare lo stesso.
● Non intervenire mai direttamente: Anche se l’animale dovesse sembrare ferito o in difficoltà, evitate iniziative personali. Le operazioni di soccorso spettano esclusivamente agli esperti e ai veterinari dei centri di recupero.
● Cosa fare in caso di emergenza: Chiamare subito la Capitaneria di Porto per segnalare la posizione esatta ed attenderne l’arrivo.







