Il mondo dell’economia piange Alfredo Fortunato, manager dell’innovazione e protagonista dello sviluppo d’impresa e delle politiche europee
La scomparsa improvvisa di Alfredo Fortunato, venuto a mancare all’età di 54 anni a seguito di un malore, lascia un vuoto profondo nel mondo dell’economia, delle politiche industriali e dell’innovazione. Esperto e visionario, è stato pioniere e profondo conoscitore delle politiche di sviluppo e delle politiche di coesione europee. Professionista di riconosciuto valore, economista, imprenditore e stratega dello sviluppo territoriale, Fortunato è stato una delle figure più autorevoli nel campo del trasferimento tecnologico, della competitività delle imprese e delle relazioni tra ricerca, impresa e istituzioni.
Nel corso della sua lunga attività professionale ha contribuito in maniera significativa alla definizione e all’attuazione di programmi di innovazione, crescita industriale e valorizzazione del capitale umano, collaborando con enti pubblici, università, centri di ricerca, organizzazioni imprenditoriali e istituzioni economiche nazionali. La sua attività si è sviluppata ben oltre i confini regionali, portandolo a confrontarsi con realtà italiane ed europee sui temi della modernizzazione del sistema produttivo e dell’internazionalizzazione delle imprese.
Presidente della Sezione Terziario Innovativo e ICT di Unindustria Calabria e componente degli organismi di vertice dell’associazione regionale degli industriali, Alfredo Fortunato è stato per anni una delle voci più ascoltate nel dibattito sulle trasformazioni economiche e tecnologiche del Paese.
Particolarmente rilevante è stato il contributo che Alfredo Fortunato ha saputo offrire ben oltre i confini della Calabria. La sua attività professionale si è sviluppata in numerosi contesti regionali, con una presenza significativa soprattutto in Campania, territorio nel quale ha costruito negli anni una fitta rete di relazioni istituzionali, imprenditoriali e professionali. Attraverso attività di consulenza strategica, progettazione e accompagnamento allo sviluppo d’impresa, Fortunato ha collaborato con amministrazioni pubbliche, enti locali, organismi di ricerca e realtà produttive, contribuendo alla realizzazione di iniziative orientate all’innovazione, alla competitività e alla crescita economica. La sua capacità di mettere in dialogo istituzioni e mondo produttivo gli ha consentito di diventare un interlocutore autorevole per numerosi attori dello sviluppo territoriale.
Un tratto distintivo della sua azione è stato l’investimento costante nella formazione delle nuove generazioni di professionisti. Nel corso della sua carriera ha accompagnato giovani manager, ricercatori, consulenti e imprenditori nella costruzione di percorsi imprenditoriali innovativi, favorendo la nascita di nuove iniziative aziendali e contribuendo alla creazione di un patrimonio di competenze che oggi rappresenta una delle eredità più significative del suo lavoro.
Importante anche il legame con la Basilicata, regione nella quale hanno trovato sviluppo e consolidamento diverse iniziative imprenditoriali e professionali riconducibili alla sua attività. Anche in questo contesto Alfredo Fortunato ha operato con la medesima visione strategica che ha caratterizzato tutta la sua esperienza: creare connessioni tra conoscenza, impresa e istituzioni, favorendo la nascita di ecosistemi capaci di generare valore, occupazione qualificata e sviluppo duraturo.
La sua figura resterà associata a una concezione moderna dell’economia dello sviluppo, fondata sulla centralità del capitale umano, sull’innovazione tecnologica e sulla capacità di costruire reti stabili di collaborazione tra pubblico e privato. In un Paese che spesso fatica a trasformare le competenze in crescita economica, Alfredo Fortunato ha rappresentato un esempio concreto di come visione, competenza e capacità relazionale possano tradursi in risultati tangibili per i territori e per le comunità produttive.
Convinto sostenitore dell’innovazione come leva di sviluppo, ha promosso il dialogo tra imprese, centri di ricerca e istituzioni, favorendo la diffusione di modelli avanzati di competitività e crescita.
La sua visione strategica era fondata sulla certezza che conoscenza, ricerca, tecnologia e formazione rappresentassero i pilastri della nuova economia. Una convinzione che ha guidato il suo impegno a sostegno delle startup innovative, degli incubatori d’impresa, delle realtà industriali e degli investitori impegnati nella costruzione di nuovi percorsi di sviluppo. In questi ambiti aveva maturato una reputazione consolidata, diventando un punto di riferimento per manager, imprenditori e giovani professionisti.
Fortunato apparteneva a quella ristretta generazione di manager e consulenti capaci di coniugare competenze economiche, visione industriale e sensibilità istituzionale. Le sue analisi e i suoi interventi erano caratterizzati da un approccio pragmatico ma lungimirante, orientato alla crescita sostenibile delle imprese e alla costruzione di ecosistemi innovativi capaci di generare valore per i territori.
Chi ha avuto modo di collaborare con lui ne ricorda l’autorevolezza professionale, la capacità di creare relazioni e la generosità nel trasferire conoscenze. Più che un consulente o un dirigente associativo, Alfredo Fortunato è stato un autentico costruttore di opportunità, un mentore per intere generazioni di imprenditori e un interprete moderno delle sfide della trasformazione economica.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il sistema imprenditoriale italiano e per tutte le comunità professionali che hanno beneficiato della sua esperienza, del suo equilibrio e della sua visione.
Alfredo Fortunato lascia la compagna Sara, il figlio Giuseppe e i familiari tutti. La camera ardente è stata allestita presso la Casa Funeraria Tarallo di Diamante. I funerali si terranno il 10 agosto nella Chiesa di San Giuseppe a Santa Domenica Talao.
Con Alfredo Fortunato se ne va una figura che ha interpretato con rigore e passione il ruolo dell’economista al servizio dello sviluppo. Rimangono il patrimonio delle sue idee, il valore dei progetti realizzati e l’esempio di una leadership fondata sulla competenza, sull’innovazione e sul senso delle istituzioni.



