Dai terrazzamenti della Divina alle spiagge di Maiori, la fauna selvatica devasta un ecosistema già provato dall'abbandono e dalla crisi climatica. A Napoli il primo Tavolo tecnico regionale, dove le grandi assenti sono però le Associazioni Animaliste.
|Emergenza cinghiali e fragilità del territorio: la Campania corre ai ripari.
Il sistema secolare dei terrazzamenti della Costiera Amalfitana, sorretto da una complessa rete di muretti a secco, non è soltanto un tratto distintivo del paesaggio celebre in tutto il mondo: rappresenta il primario presidio di sicurezza idrogeologica del territorio.
Un equilibrio fragile, oggi gravemente minacciato dallo spopolamento e dal progressivo abbandono delle attività agricole ed ora anche dalla pressione distruttiva dei cinghiali, che con il loro continuo scavare causano il cedimento dei muretti, aumentando l’esposizione del territorio a frane e dissesti.
Gli avvistamenti si fanno sempre più frequenti ed eclatanti: gli ungulati spingono la loro presenza fino al centro abitato di Maiori, inoltrandosi lungo le scalinate delle frazioni e comparendo persino sulle spiagge. I “contadini volanti“, storico baluardo della tutela e della cura delle pendenze verticali della Divina, si trovano ad affrontare un’emergenza che supera le loro sole forze, inserita nel quadro di una crisi ambientale e strutturale destina ad accentuarsi con l’impatto del cambiamento climatico.
In risposta a questo scenario critico assume una grande importanza l’incontro di giovedì 6 agosto che si è tenuto a Napoli, presso Palazzo Santa Lucia: il primo incontro tecnico partecipato dedicato all’emergenza cinghiali in Campania.
La riunione è stata convocata dall’Assessore all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, d’intesa con il Presidente Roberto Fico, e vi hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e degli organismi tecnici, tra cui le ASL competenti, il Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV), l’Osservatorio Faunistico Venatorio Regionale, i Carabinieri Forestali, i dipartimenti universitari, l’ANCI Campania, l’Avvocatura Regionale e le direzioni regionali preposte.
Al centro del dibattito, la crescente e capillare diffusione dei cinghiali su tutto il territorio regionale: una priorità trasversale che impatta sulla sicurezza dei cittadini, sulla tenuta economico-produttiva delle aziende agricole, sulla sanità animale, sulla gestione sostenibile della fauna e sulla salvaguardia degli assetti ambientali.
Per far fronte al fenomeno, è stata disposta l’istituzione delTavolo tecnico operativo permanente regionale.
Lo strumento permetterà di accentrare la raccolta dati, individuare le criticità prioritarie e consolidare un metodo di lavoro coordinato tra le diverse amministrazioni, garantendo tempestività ed efficacia nelle azioni sul campo.
«Saranno parte attiva del percorso le organizzazioni professionali agricole, le associazioni venatorie e ambientaliste, gli Ambiti Territoriali di Caccia, gli Enti Parco, l’ANAS e gli altri enti competenti», ha precisato l’Assessore Serluca.
Il Tavolo verrà strutturato in specifici gruppi di lavoro dedicati alle distinte dimensioni del problema: dalla sicurezza pubblica alla tutela del comparto agricolo, dalla profilassi veterinaria alla gestione della fauna, fino agli adeguamenti normativi e al raccordo con le realtà locali.
L’obiettivo primario rimane la definizione di un modello d’intervento integrato e di lungo periodo, capace di coordinare competenze e responsabilità operative.
Tra i temi trattati nel corso dei lavori, particolare rilievo è stato dato al rischio sanitario legato alla Peste Suina Africana (PSA), ai rimborsi per i danni subiti dalle imprese agricole, alla prevenzione dei sinistri stradali e all’applicazione delle innovazioni tecnologiche derivanti dalla ricerca scientifica per il monitoraggio e il contenimento della specie.
A livello locale, l’ENPA – Sezione Costa d’Amalfi, si era già attivata sul tema, lamentando una scarsa attenzione al problema da parte delle istituzioni. L’associazione si è data l’obiettivo di affrontare l’emergenza cinghiali, tutelando il patrimonio dei terrazzamenti e la sicurezza dei cittadini, ma garantendo al contempo il dovuto rispetto per il benessere di tutta la fauna locale.
L’intento è quello di scongiurare il ricorso alla caccia con l’abbattimento indiscriminato che, anziché risolvere l’emergenza cinghiali, finirebbero per rappresentare un ulteriore e grave pericolo sia per l’incolumità pubblica che per l’intera biodiversità locale.
Per questo motivo, l’ENPA ha formulato una serie di proposte concrete, racchiuse in un vero e proprio decalogo rivolto ai cittadini per gestire in sicurezza la presenza sempre più frequente degli ungulati sul territorio.









