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Dove la terra incontra il futuro: l’agriturismo “Nonno Luigino” di Mena Caccioppoli a Vico Equense

Sulle colline di Vico Equense, immerse nella quiete della Penisola Sorrentina, sorge una delle realtà agrituristiche più autentiche ed interessanti del territorio. È il luogo perfetto per chi cerca la genuinità della buona tavola: piatti preparati con prodotti locali d’eccellenza serviti a un prezzo giusto, ampi spazi dedicati ai bambini, un’area shop per acquistare le tipicità della terra e una piscina confortevole e rilassante, ideale per rigenerarsi lontano dal caos.

Ma ciò che rende davvero unico questo luogo è l’anima di chi lo guida . La titolare, Mena Caccioppoli, è una figura di grande spessore umano e intellettuale, che ha saputo fondere l’accoglienza rurale con una visione d’avanguardia, recentemente racchiusa nel suo libro MetaTerritori.

"Nessuna innovazione ha valore se non rimette al centro 
 le persone, le relazioni e l’identità dei luoghi."

Il saggio di Mena Caccioppoli si colloca in un orizzonte 5.0, in cui tecnologia e sostenibilità diventano strumenti al servizio dell’umano. Attraverso il concetto teorico di MetaTerritorio, l’autrice spiega come le comunità, le città e i sistemi turistici debbano smettere di agire come ambiti separati per diventare sistemi integrati e connessi. Non una trasformazione automatica, ma una scelta consapevole che richiede visione, cura e radicamento.

Dall’ospitalità autentica sulle alture di Vico Equense alla progettazione del futuro: l’esperienza di questo agriturismo dimostra come la vera innovazione parta sempre dalla terra e dalle persone.

Ci ha colpito anche una sua riflessione

Non tutto ciò che non funziona è perduto.
Quando una relazione, un’organizzazione o una comunità, un’ impresa attraversano una difficoltà, spesso non è venuto meno il loro valore: si è semplicemente alterato un equilibrio. Prima di dividere, dovremmo comprendere che cosa si è sbilanciato e provare a ricomporlo.
Lo stesso accade nei territori. La risposta non può essere la contrapposizione, come sta accadendo, tra ricchi e poveri, cittadini e imprese, ma il rispetto delle leggi da parte di tutti. Le regole, quando sono chiare e applicate senza disparità, rappresentano il punto di equilibrio tra libertà individuale e bene comune.
È un principio sul quale rifletto anche nel mio libro, parlando di economia istituzionale: lo sviluppo dipende dalla qualità delle relazioni tra istituzioni, cittadini e imprese e dalla credibilità delle regole che le governano.
Anche l’impresa è parte del territorio: crea lavoro, investe e affronta una burocrazia complessa. Ma questa difficoltà non può esonerare dal rispetto della legge.
Occorre, però, distinguere tra chi viola consapevolmente le norme e chi cerca di operare correttamente in un sistema difficile.
l’equilibrio di un territorio dipende anche dall’equilibrio delle persone che lo abitano. Essere in armonia con sé stessi non significa non avere conflitti, ma imparare a non trasformare ogni differenza in uno scontro.
Forse dovremmo ripartire proprio da qui: ritrovare una misura dentro di noi per riportarla nelle relazioni, nel confronto pubblico e nella vita della nostra comunità. l’equilibrio non è qualcosa che si raggiunge una volta per tutte: si cerca, si perde e, con pazienza, si ricostruisc

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