Logo
Divino Agosto: Tra Palchi Giganti e “Trekking sul Sentiero degli Dei”

Da felice residente della Costa d’Amalfi, scelta per affinità elettive – anche se ad agosto valuto sempre più seriamente di chiedere asilo politico a Ikaria – trovo che il dibattito sulle manifestazioni estive sia un’eccellente occasione di confronto.

​Quantomeno, un ottimo modo per sfogarsi, prima che pignorino l’ultimo metro quadro di lungomare, dopo quello del parcheggio già dall’inizio di luglio.

Da un lato abbiamo i Sindaci, guidati dall’incrollabile sacro fuoco di “animare i borghi”. Dall’altro ci siamo noi residenti, a cui l’animazione comincia a provocare, allo scoccare di Ferragosto, una seria e persistente aritmia cardio-acustica.

​Il Palco Arenato e la Caccia al Millimetro

​Com’è noto a tutti, la Costa soffre di un’atavica e drammatica penuria di spazi. In pratica, se ad agosto due famiglie in gita aprono contemporaneamente i loro ombrelloni e sdraio, basta aggiungere il quotidiano sul lungomare, che rischiano di far scattare automaticamente l’ordinanza di sgombero per intralcio alla circolazione.

​In questo delicato equilibrio ecologico si inseriscono le scelte, sobrie quanto un matrimonio rom, di piantare nei rari e limitati spazi pubblici, dei megastallaggi in tubi innocenti di dimensione MacroFestival, che restano “inchiodati” lì per tre quarti d’agosto. Fra montaggio, collaudo, rassegna, bis, tris e smontaggio, il “polmone” del povero paese finisce direttamente in terapia intensiva.

​La strategia comunale di distrazione di massa dalle spiagge libere, ridotte a lumicino, è iniziata: i turisti di giorno si sballano di sole, di notte fanno i raggi sotto batterie di fari da 5000 Watt; i residenti, dal canto loro, imparano a memoria la discografia del DJ di turno, attraversando a tappe, le classiche fasi di elaborazione del lutto acustico.

​La Soluzione: Rassegna “Diffusa” o “Sopravvivenza del Più Forte”?

​Ora, visto che il dibattito sul tema è ormai aperto e le proposte fioccano, selezioniamo quella più all’avanguardia per logistica spinta, sulla parola chiave “Delocalizzazione“, ovvero come articolare la Rassegna Diffusa del Divino Agosto:

Frazioni Periferiche: Luoghi incantevoli,  perfetti per eventi destinati a “giovani arrampicatori disposti a vivere l’avventura del cammino. In pratica: vuoi sentire un trio di clarinetti? Bene, infilati gli scarponi, rassegnati a 600 gradini a picco sui terrazzamenti e sopravvivi all’umidità del 98%. Se arrivi in cima senza un collasso cardiocircolatorio, la ricompensa è un quintetto d’archi e un sorbetto ormai squagliato di Sfusato nostrano. Cultura e Spartan Race fuse insieme.

Piazzette e Slarghi: Ideali per la musica classica, a patto che I violini riescano a coprire il rombo dei motorini in pendenza e le imprecazioni dei conducenti degli autobus SITA incastrati nei tornanti.

Sagrati delle Chiese: Sempre pronti a rinascere e a trasformarsi in palcoscenici d’autore per qualche festa, giusto in tempo per fare concorrenza all’omelia.

Spiaggia Libera: Perché niente dice “borgo autentico della Costiera” come l’odore di frittura del cuoppo che ti penetra delicatamente nelle narici insieme alla brezza marina, proprio durante il concertone di mezzanotte.

Banchine e Lungomare: Fuochi e botti non possono mancare per l’assalto di folle oceaniche desiderose di assistere all’evento clou della serata, con cani e gatti terrorizzati dai boati e vigili del fuoco pronti in assetto di guerra.

Le Rotte del Mare: Sul Regno di Nettuno, spazio di conquista dei natanti di lusso, sfrecciano i VIP che vanno a farsi “du’ spaghi” a Nerano e se ti alzi all’alba, il bagno te lo fai prima che le onde ti sommergano ad ogni bracciata e folle di spiaggiati invadano ogni centimetro di litorale.

L’Abbraccio Inclusivo

In fondo, la vera forza di questa piccola-grande comunità costiera, sta nell’integrazione. Tutti insieme, appassionatamente: l’ottantenne del posto, la turista milanese in cerca di relax, il lavoratore stagionale, il bagnino col guizzo muscoloso di pece, la giovane coppia di escursionisti appena scesa dal Sentiero degli Dei e la famiglia allargata dei gitanti che svaccanzano in stile “Leoni al sole” a suon di TicToc.

Nessuno si sente escluso, grandi e piccini, giovani e anziani, residenti e turisti, eruditi e gente comune, perché l’integrazione più autentica avviene così, in modo del tutto naturale: condividendo lo stesso decibel della grancassa a notte fonda, cercando tutti insieme un parcheggio che non esiste dal 1974 e respirando un’unica, grande, rumorosa, indimenticabile estate tropical-mediterranea, resilienti e fiduciosi nell’arrivo dei vespri settembrini.