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Campania. Pirati del mare e scafi a tutta velocità sottocosta: oltre 800 sanzioni prima di Ferragosto

Guardia Costiera in azione lungo il litorale campano: movida selvaggia in mare, charter fuorilegge e giro di vite

Il bestiario di chi va per mare è lungo, vario e, purtroppo, sempre più pericoloso. Sfogliando i verbali notificati dalla Guardia Costiera lungo il litorale campano, emerge un quadro allarmante: al timone di gommoni e motoscafi siedono talvolta veri e propri “barbari” che, con estrema e ingiustificabile disinvoltura, mettono a repentaglio la propria vita e quella degli altri.
Di fronte a questa preoccupante deriva, le direttive dell’Ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, Direttore Marittimo della Campania, sono state ferree e inequivocabili: quando la prevenzione non basta più, occorre punire con massima severità.

Il “bullo” di Punta Campanella e la stretta di Ferragosto

La condotta più diffusa e rischiosa, come riporta Antonino Pane de “Il Mattino”, resta la navigazione ad alta velocità sottocosta, in totale disprezzo dei limiti di legge che impongono di tenersi a 200 metri dagli arenili e a 100 metri dalle coste alte. L’emblema di questa strafottenza è andato in scena nei giorni scorsi nelle delicate acque dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, dove un giovane è stato immortalato mentre governava un’imbarcazione lanciata a tutta velocità utilizzando i piedi.
I marinai di Compamare Castellammare stanno stringendo il cerchio, interrogando i charteristi della zona. Il “bullo del mare”, come lo ha efficacemente definito la Presidente dell’AMP, Carolina Mazzella, avrebbe le ore contate e rischia provvedimenti radicali, tra cui la revoca della patente nautica.
Nel frattempo, in vista dell’imminente e delicato ponte di Ferragosto, la Guardia Costiera, in sinergia con Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, ha disposto un’intensificazione senza precedenti dei controlli. Una task force seguita costantemente dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha richiesto aggiornamenti continui sulla sicurezza costiera.

I numeri dell’emergenza: il bilancio di “Mare Sicuro”

I dati riassuntivi dell’operazione Mare Sicuro fotografano una situazione critica, legata all’invasione delle zone riservate alla balneazione. Le verbalizzazioni parlano chiaro:

  • Compartimento di Napoli: 427 infrazioni rilevate.
  • Compartimento di Salerno (fino a Sapri): 288 infrazioni.
  • Compartimento di Castellammare (da Rovigliano a Positano): 123 infrazioni.
  • Compartimento di Torre del Greco: 4 infrazioni.

Un’enormità di violazioni, spesso aggravate da un fattore inquietante: l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti durante i party a bordo. Comportamenti scellerati che non solo generano tragedie, ma infangano l’immagine di quella larga fetta di operatori onesti che lavorano con serietà per offrire ai turisti giornate indimenticabili in totale sicurezza.

Il paradosso normativo: il Far West dei Charter

Alla base di questa escalation c’è anche il boom esponenziale del noleggio nautico. L’ingrandimento dismisura delle flotte ha portato al reclutamento di piloti giovani e inesperti, freschi di patente nautica base.
Qui si apre il grande paradosso legislativo italiano. Attualmente, una patente nautica semplice autorizza un neofita a trasportare fino a dieci persone in mare aperto. Al contrario, su strada, un autista NCC (Noleggio Con Conducente) che trasporta anche solo cinque persone deve superare esami rigorosi e possedere abilitazioni speciali (CAP/KB). È davvero più facile sfrecciare tra le onde su un motoscafo che guidare un minivan in autostrada? Per gli addetti ai lavori la risposta è no. Appare sempre più urgente un intervento del legislatore per regolamentare il charter nautico equiparandolo a un servizio pubblico di trasporto.

Una scia di sangue che non deve continuare

La superficialità e il vuoto normativo presentano un conto altissimo, misurabile in vite umane. La cronaca recente è un bollettino di guerra:

  • 4 agosto 2023 (Furore): Muore Adrienne Vaughan, 45 anni, turista britannica, tranciata da un’elica.
  • 9 giugno 2024 (Posillipo): Perde la vita Cristina Frazzica, 30 anni, travolta da una barca mentre era in kayak.
  • 12 luglio 2026 (Puolo): Muore Luigi Belardo, 54 anni, anch’egli colpito fatalmente da un’elica.

Di fronte a questo tragico elenco, l’appello dell’Ammiraglio Aulicino è un monito per tutti: bagnanti, diportisti e operatori. Il mare è un elemento naturale che va rispettato e mai sfidato. Il primo e più efficace strumento di salvataggio non è un salvagente, ma il senso di responsabilità. Guidare una barca richiede competenza, conoscenza delle norme e consultazione preventiva dei bollettini meteomarini, affinché il mare resti un luogo di svago e non si trasformi, in pochi maledetti secondi, nel teatro dell’ennesima tragedia.