Vico Equense: Tra il Red Carpet e i Cancelli Chiusi. La Protesta per le Spiagge Negate Supera il Social Film Festival
Vico Equense: Tra il Red Carpet e i Cancelli Chiusi. La Protesta per le Spiagge Negate Supera il Social Film Festival
Ieri sera eravamo al Social Film Festival per assistere alla proiezione dell’ultima pellicola con Leonardo DiCaprio. Un evento indubbiamente piacevole, un’ottima occasione per incontrare attori e godersi del buon cinema, anche se a dire il vero ci saremmo aspettati un’affluenza e un fermento maggiori per questo film straordinario. La copertura mediatica, le interviste ci sono. Eppure, l’attenzione mediatica e cittadina a Vico Equense in questi giorni sembra calamitata altrove, giornali anche nazionali oltre che quelli della Campania ne parlano. Il vero “film” che sta tenendo tutti col fiato sospeso, superando per interesse persino il Festival, è la protesta per le spiagge negate ai cittadini.
Il problema del libero accesso al mare è diventato il perno fondamentale del dibattito cittadino: decine di articoli, innumerevoli interventi e tanta incredulità tra la popolazione. Il sindaco Peppe Aiello difende la scelta di blindare gli accessi appellandosi a “motivi di sicurezza”, ma la memoria storica del territorio ci insegna che i cancelli non sempre fermano le rivendicazioni popolari. Basti ricordare quanto accaduto in passato alla spiaggia di Arola, a Tordigliano (tra Piano di Sorrento e Vico Equense), dove i cittadini stessi forzarono l’apertura del passaggio negato.
A questo punto la domanda sorge spontanea: se il problema è realmente la sicurezza, perché chiudere tutto? Non sarebbe più logico e corretto utilizzare i fondi della tassa di soggiorno per assumere dei vigilantes e garantire l’ordine pubblico, lasciando il mare fruibile a tutti?
L’Intervento di Alleanza Verdi e Sinistra
Il tema sta accendendo un durissimo scontro istituzionale. La presenza di cancelli chiusi e varchi bloccati sta di fatto rendendo quasi impossibile per la cittadinanza il libero godimento del mare. Contro questa situazione, ritenuta profondamente ingiusta, si sta scagliando con forza Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
A guidare la protesta chiedendo un intervento immediato delle autorità sono il deputato Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale Carlo Ceparano e l’attivista locale Rosario Lotito. I tre esponenti politici hanno sollevato il velo su diverse criticità lungo il litorale vicense, accusando apertamente le autorità di tollerare, se non favorire, la trasformazione delle spiagge libere in enclavi private per pochi eletti.
Disparità e Gestione Privata: Il Caso del Pezzolo
L’applicazione dell’ordinanza sindacale n. 107/2021 sulla spiaggia del Pezzolo è finita nell’occhio del ciclone. Secondo AVS, il provvedimento crea un’evidente disparità di trattamento tra le diverse spiagge del territorio:
Spiaggia delle Calcare: Accesso consentito fino alle ore 23:00.
Spiaggia del Pezzolo: Cancelli inesorabilmente sbarrati già alle 20:00.
L’aspetto che fa più discutere, tuttavia, è un altro: la chiusura materiale di queste barriere metalliche è stata affidata direttamente ai privati che gestiscono gli stabilimenti balneari, trasformandoli di fatto nei “guardiani” del suolo pubblico.
L’Assurdo dell’Ascensore: Il Mare Solo per Chi Paga
Una seconda e forse ancor più grave segnalazione riguarda un altro tratto di costa vicense, dove una spiaggia pubblica e uno stabilimento privato condividono l’unico ingresso disponibile: l’ascensore di un hotel situato a strapiombo sul mare.
La denuncia di AVS fotografa un inasprimento drastico della situazione:
Fino all’anno scorso: Per usare l’ascensore e raggiungere la spiaggia libera veniva richiesto il pagamento di un “pedaggio” di 9 euro a persona.
Quest’anno: Le regole sono cambiate in peggio. L’utilizzo dell’impianto è permesso esclusivamente a chi decide di noleggiare lettini e ombrelloni nello stabilimento privato.
Il risultato? Una spiaggia pubblica, che appartiene di diritto alla collettività, diventa materialmente inaccessibile per chiunque voglia goderne in maniera gratuita.
“Una Privatizzazione Strisciante”
Le parole di Borrelli e Ceparano sono un atto di accusa durissimo contro la gestione del demanio marittimo locale:
“Ci troviamo davanti a un’azione coordinata e strisciante di privatizzazione delle nostre coste. Sbarrare una spiaggia libera alle sette di sera o, peggio ancora, subordinare l’accesso a un bene pubblico al noleggio obbligatorio di attrezzature balneari, significa azzerare il diritto fondamentale di un lavoratore, di una famiglia o di un cittadino qualunque di godersi il mare. Utilizzare la sicurezza come pretesto al Pezzolo o consentire il monopolio delle vie d’accesso ai tratti liberi del litorale sono dimostrazioni di debolezza delle istituzioni, le quali abdicano al proprio ruolo di controllo delegando ai privati chiavi, lucchetti e diritti di veto”.
Per i rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, il principio della libera fruizione del demanio non è negoziabile. Privare i cittadini del loro mare ha “ripercussioni psicologiche e materiali aberranti”. L’appello finale è netto: le istituzioni devono smettere di assecondare gli interessi privati e tornare al loro dovere primario: vigilare e tutelare i beni della collettività.







