Caos sulla SS163 Amalfitana, strada chiusa a Tordigliano per caduta massi. L’appello di Giovanni De Cesare: “Pronti a intervenire, ma blocchi burocratici fermano i lavori”
SS 163 chiusa a Tordigliano per caduta massi. La proprietà: “Vogliamo intervenire ma Anas e enti tacciono”
La caduta di alcuni detriti rocciosi ha paralizzato ancora una volta una delle arterie più importanti e panoramiche del mondo. La strada statale 163 “Amalfitana” è stata temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni all’altezza del km 9,700, nel territorio di Vico Equense (località Tordigliano). La decisione è scattata su indicazione dei Vigili del Fuoco, intervenuti sul posto insieme alle squadre dell’Anas, per consentire le dovute verifiche tecniche su un costone di proprietà privata da cui si è verificato il distacco.
Tuttavia, dietro quello che sembra il consueto copione di dissesto idrogeologico della Costiera, emerge una complessa vicenda legata alla burocrazia che ingabbia i privati cittadini.
La voce dei proprietari: “Siamo fermi in attesa degli Enti”
Ai nostri microfoni, giunta sul posto per documentare l’accaduto, è intervenuto il Dottor Giovanni De Cesare, amministratore della società Positano e proprietaria del costone. Dal suo racconto emerge un paradosso frustrante: la volontà di mettere in sicurezza l’area c’è, ma mancano le risposte delle istituzioni.
La società aveva infatti già provveduto in passato a effettuare un’operazione di disgaggio per mettere in sicurezza il versante. Ma per proseguire e completare i lavori, l’iter si è arenato: “Nell’ultimo periodo abbiamo inviato una comunicazione a tutti gli enti, compreso Anas e tutti gli altri, per ottenere l’autorizzazione a continuare la messa in sicurezza” ha spiegato De Cesare. “Ad oggi non ci è arrivata nessuna comunicazione”.
Il peso (e il paradosso) sui privati
Il caso di Tordigliano solleva un dibattito molto sentito lungo tutta la Divina: la responsabilità della manutenzione dei costoni rocciosi sovrastanti le strade statali ricade quasi sempre sui proprietari terrieri. Che si tratti di grandi società o di piccoli proprietari, i costi da sobbarcarsi per le opere di messa in sicurezza sono enormi. E quando i privati si attivano, si scontrano con silenzi e ritardi autorizzativi.
Nel servizio video, viene mostrata l’entità della frana, ridimensionata rispetto al blocco stradale generato: “Sono veramente poche pietre, quattro pietre”. Viene sollevato quindi un interrogativo sulle misure adottate in un territorio geomorfologicamente fragile per natura: se si dovesse chiudere la strada per ogni piccola caduta di pietre, la Statale andrebbe interdetta perennemente. L’assenza di un pericolo imminente e catastrofico sembrerebbe evidente sul momento, anche se spetterà ovviamente ai tecnici e ai geologi stabilire l’effettiva stabilità del versante.






