Rimozione dehor al Corso Italia: il TAR fa chiarezza sulle concessioni di suolo pubblico a Sorrento
L’importante pronuncia del Tribunale Amministrativo accoglie il ricorso e fissa paletti precisi su assensi dei vicini e proroghe Covid
Sorrento (NA) Ha suscitato forte interesse tra i cittadini la recente scomparsa della struttura esterna (dehor) posizionata al Corso Italia n. 185, di fronte alla Chiesa del Carmine a Sorrento. La rimozione è il risultato diretto di una complessa azione giudiziaria condotta con spiccata competenza tecnica dall’Avvocato Luca Vittorio Raiola, specialista in diritto amministrativo, che ha guidato con successo le ragioni delle proprie assistite. La questione è stata definita dal TAR Campania-Napoli con la sentenza n. 3234/2026 (del 21 maggio 2026), che ha accertato l’illegittimità dei provvedimenti rilasciati dal Comune di Sorrento, condannando quest’ultimo al pagamento delle spese di lite. Nel corso del procedimento sono emerse, altresì, difformità della struttura sotto i profili urbanistico e paesaggistico. La decisione del giudice amministrativo assume una rilevanza generale per il territorio, in quanto stabilisce due principi chiave destinati a fare da fondamentale riferimento per il futuro: Obbligatorietà dell’assenso di terzi: In base al regolamento comunale sull’occupazione di suolo pubblico, qualora l’installazione superi lo spazio strettamente limitrofo all’esercizio interessando ingressi, vetrine, luci o aree condominiali e private adiacenti, è obbligatorio produrre l’assenso scritto dei proprietari o degli esercenti interessati, pena la nullità dell’istanza. Ambito di applicazione delle proroghe Covid: Chiari limiti vengono stabiliti per la normativa emergenziale. Richiamando la delibera commissariale n. 29/2025 e l’atto di indirizzo n. 1/2026, il TAR ha chiarito che le proroghe (fino al 30 giugno 2027) si applicano esclusivamente alle concessioni rilasciate a suo tempo ai sensi della normativa emergenziale Covid-19, categoria da cui la concessione in esame esulava. La rigorosa ed efficace impostazione difensiva dell’Avv. Raiola ha permesso di far luce su profili normativi spesso complessi. «Io e le mie assistite siamo estremamente soddisfatti dell’esito della vicenda e della pronuncia del TAR. Vista la condotta tenuta dall’Ente, la vicenda proseguirà nelle sedi competenti con ulteriori azioni amministrative e giudiziarie, inclusa una richiesta di risarcimento danni. La sentenza stabilisce punti fermi e chiarisce una volta per tutte che la proroga Covid non è un passepartout per qualsiasi occupazione. Il tema del suolo pubblico richiede ora controlli capillari e un’attenta verifica da parte della Pubblica Amministrazione per evitare ulteriori casistiche di illegittimità».
A cura di Luigi De Rosa

