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Penisola Sorrentina, il nodo viabilità: Ferrante promette un tavolo con Anas, ma resta il silenzio sul raddoppio ferroviario

Il piano di manutenzione sulla “Sorrentina”

Il piano d’azione illustrato da Ferrante al sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, e ai primi cittadini di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Vico Equense, si concentra sulla messa in sicurezza dell’arteria principale: la Statale 145.

Sono 4,6 milioni di euro i fondi destinati a un restyling che punta a non paralizzare il traffico nel clou della stagione estiva. Tra gli interventi già calendarizzati, spiccano il risanamento della rampa di accesso al viadotto San Marco e del sottopasso ferroviario, oltre alla manutenzione straordinaria della galleria Varano. “Continueremo a lavorare in piena sinergia con le Amministrazioni locali – ha assicurato il Sottosegretario – per contenere i disagi e rendere le infrastrutture più resilienti”.

Il nodo (irrisolto) del raddoppio ferroviario

Nonostante le rassicurazioni sugli interventi di manutenzione stradale, resta un convitato di pietra al tavolo istituzionale: il raddoppio del binario ferroviario tra Sorrento e il comprensorio di Meta/Vico Equense.

La questione, che da decenni attende una risposta strutturale, appare come la grande assente nell’agenda politica immediata. Il territorio, infatti, fa i conti con un deficit infrastrutturale cronico: negli ultimi settant’anni, a eccezione della realizzazione di via dei Platani, non si è assistito alla nascita di alcuna grande opera viaria capace di decongestionare un traffico ormai al collasso, trasformando la Penisola in una “gabbia” per residenti e turisti.

Una sfida per il futuro: la richiesta di una visione strategica

Se da un lato l’istituzione di un tavolo permanente tra i sindaci e Anas rappresenta un passo avanti nel metodo, garantendo una maggiore condivisione delle scelte, dall’altro la domanda che si pongono cittadini e operatori turistici è se questo basterà a invertire la rotta. La mobilità sorrentina non ha più bisogno solo di manutenzione ordinaria, ma di una visione strategica di lungo periodo che superi il concetto di “tampone” alle emergenze.

L’impegno di Ferrante nel promuovere il coordinamento con Anas è un segnale di attenzione, ma la vera prova del nove sarà la capacità del Ministero di interfacciarsi con EAV e Regione Campania per affrontare, una volta per tutte, la necessità di potenziare il trasporto su ferro. Senza un salto di qualità nel trasporto pubblico, le manutenzioni stradali resteranno, nella percezione collettiva, solo una cura palliativa per un malato che necessita di interventi radicali.