Omicidio Luca Esposito, la svolta: catturato nella notte il presunto assassino del giornalista IL VIDEO
Svolta nell’omicidio di Luca Esposito: presunto killer fermato in un casolare. Resta il giallo del cellulare sparito
A pochi giorni dal macabro ritrovamento nelle campagne della Piana del Sele, le indagini sul brutale omicidio di Luigi “Luca” Esposito registrano un’improvvisa e decisiva accelerazione. Nella notte appena trascorsa, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno hanno individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto l’uomo ritenuto responsabile della morte del cronista sportivo di 53 anni, il cui corpo era stato rinvenuto carbonizzato la scorsa domenica.
Il blitz nel casolare abbandonato
La fuga del presunto killer è terminata nel buio della notte. L’uomo è stato rintracciato e bloccato al termine di una complessa e serrata attività investigativa, coordinata costantemente dalla Procura della Repubblica di Salerno.
Braccato dalle forze dell’ordine, l’indagato aveva trovato rifugio all’interno di un casolare abbandonato, tentando disperatamente di sottrarsi alla cattura. L’operazione che ha portato al fermo è stata condotta con un dispiegamento di forze di altissimo livello, che ha visto il supporto tecnico e operativo di due eccellenze dell’Arma:
- Il Reparto Indagini Tecniche del ROS, fondamentale per tracciare i movimenti del fuggiasco.
- Lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, reparto specializzato nelle infiltrazioni in zone impervie e rurali.
L’appuntamento fatale: si conoscevano?
Con il presunto assassino in custodia, l’attenzione degli inquirenti si concentra ora sulla ricostruzione esatta delle ultime ore di vita di Luca Esposito. I rilievi effettuati sulla scena del crimine, in un fondo agricolo di Contrada Bivio Cioffi, hanno fornito elementi che portano a una deduzione inquietante: la vittima conosceva il suo carnefice.
Il cadavere del giornalista è stato infatti trovato a diversi metri di distanza dalla sua automobile, rinvenuta intatta e regolarmente chiusa a chiave. Questo dettaglio, unito all’assenza di segni di effrazione o di una colluttazione all’interno dell’abitacolo, lascia ipotizzare che i due abbiano concordato un incontro, arrivando insieme sul luogo in cui si è poi consumata la tragedia.
Il mistero del telefono cellulare
Ad infittire la trama di questo efferato delitto c’è il giallo legato allo smartphone di Esposito. Il dispositivo risulta tuttora introvabile, ma le tracce telematiche raccontano una storia anomala.
Secondo quanto emerso dai riscontri tecnici, alcuni messaggi inviati tramite WhatsApp da un amico del giornalista sono risultati regolarmente “recapitati” (con la classica doppia spunta) soltanto dopo la scoperta del cadavere.
La deduzione degli investigatori è chiara: qualcuno – con ogni probabilità proprio l’assassino in fuga – ha riacceso o spostato il telefono della vittima in un momento successivo all’omicidio, permettendo all’apparecchio di agganciare nuovamente la cella telefonica e ricevere le notifiche in sospeso.
I prossimi passi dell’inchiesta
Il fermo notturno rappresenta uno spartiacque per l’inchiesta, ma la cautela investigativa resta d’obbligo. Nelle prossime ore, la posizione dell’indagato sarà sottoposta al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari per la convalida del provvedimento.
Come sottolineato dagli ambienti giudiziari, la misura precautelare non equivale a una condanna: la presunzione d’innocenza resta valida fino all’accertamento definitivo delle responsabilità penali. Nel frattempo, sotto il coordinamento della Procura salernitana, i militari dell’Arma proseguono incessantemente gli interrogatori e gli accertamenti tecnici per delineare il movente e chiudere definitivamente il cerchio su uno dei delitti più efferati che ha recentemente colpito la provincia.



