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Minori: al Via la Collettiva “5 Pittori e la Costiera”, 18-31 luglio 2026, Sala AD9 Arte.

Dal 18 al 31 luglio 2026, lo spazio espositivo “AD9 Arte” ospita un viaggio cromatico ed emozionale nel cuore del borgo di Minori, che si conferma centro attrattivo per un turismo internazionale nel panorama della Costa d’Amalfi. 

Il turismo di massa che spesso satura i centri limitrofi, in questo antico borgo è ancora lontano, qui infatti si custodisce gelosamente un’atmosfera intima, autentica e familiare, ormai rara da rintracciare altrove.

​In questa calda estate del 2026, i visitatori che passeggeranno dal lungomare verso il cuore pulsante del centro storico, avranno l’opportunità di imbattersi in un piccolo scrigno d’arte locale: la Sala “AD9 Arte” del dottor Antonio Daponte, sita in Corso Vittorio Emanuele 26.

​Più che una semplice galleria, questo spazio si rivela un riferimento culturale in continuo fermento, dove le opere esposte si fondono con lo scenario urbano: nelle sere estive, artisti, residenti e passanti si incontrano all’esterno, dando vita a un happening spontaneo e giocoso che trasforma la strada in un salotto d’arte condivisa.

Cinque Voci per un Unico Territorio

La mostra collettiva “5 Pittori e la Costiera” riunisce cinque interpreti di spicco del panorama artistico locale: Antonio Daponte, Vittorio Abbate, Vito Barra, Giovanni Gargano e Giuseppe Ruocco. Ciascuno, attraverso la propria cifra stilistica e sensibilità, offre una narrazione intima, vibrante e profondamente personale della Divina Costiera.

Antonio Daponte: La Forza del Colore e l’Incanto della Scoperta. Medico stimato e pittore dall’originalità dirompente, traduce sulla tela la potenza degli elementi naturali con tonalità accese e brillanti, dal dinamismo esplosivo del Vesuvio alla vivacità dei vicoli del suo amato borgo, e il suo sguardo riesce a mantenere lo stupore puro dell’infanzia di fronte alle nuove scoperte. Nella sua duplice veste di artista e mecenate, ama definire lo spazio AD9 Arte:​ «Non tanto una galleria d’arte, quanto un luogo d’incontro, un punto di riferimento per chiunque abbia qualcosa da esprimere attraverso la bellezza dell’arte e il valore dell’amicizia».

Generico luglio 2026

Giovanni Gargano: La Rarefazione del Sogno. Originario di Atrani ma attivo a Ravello, porta con sé l’eredità spirituale e tecnica di una storica famiglia di ceramisti della Costiera. Questa naturale predisposizione all’arte si è evoluta nel tempo in una personalissima ricerca estetica: i suoi paesaggi costieri si spogliano della pura materialità per farsi evanescenti, approdando a un immaginario in dissolvenza che si colloca quasi al limite della dimensione onirica.

Generico luglio 2026

Giuseppe Ruocco: L’Attimo Fugace e la Memoria Storica. La sua è una produzione che affonda le radici nel vivace clima culturale salernitano degli anni ’60, influenzata dalle frequentazioni minoresi di maestri come Mario Carotenuto e Paolo Signorini, e di intellettuali del calibro di Alfonso Gatto, Lelio Schiavone, Antonio Castaldi e Bruno Fontana. La sua arte è la cattura del momento effimero: la luce di un oggetto quotidiano, la delicatezza di un fiore, l’essenza di un paesaggio, muovendosi con naturalezza dall’olio all’acrilico, dai pastelli all’acquerello, custodendo sempre un legame profondo con l’arte della ceramica.

Generico luglio 2026

Vito Barra: Il Dinamismo Quotidiano della Vita dei Luoghi. Dall’interno del suo atelier ad Amalfi, città dove è nato e lavora, dipinge la vita pulsante di piazze e vicoli storici. Le sue tele vibrano di un coinvolgente dinamismo, capace di restituire la voce e il movimento della vita quotidiana locale. Attraverso l’uso di acrilici intensi e profondi, l’artista proietta magneticamente lo spettatore all’interno della scena. Nell’opera “Mentre si fa sera”, l’atmosfera di quiete domestica sembra espandersi oltre i confini della cornice. La sua sensibilità è ben testimoniata da alcune opere a tema religioso, esposte nelle chiese del territorio.

Generico luglio 2026

Vittorio Abbate: Il Canto “En Plein Air” di Terra e Mare. Ravellese d’origine, trova la sua massima espressione nella pittura all’aria aperta, dove il contatto fisico con la natura, la luce e le architetture della sua terra si fondono direttamente sulla tela, assecondando la mutevolezza delle stagioni. La sua avventura artistica inizia quasi per gioco grazie a una scatola di colori vinta da ragazzo in un concorso. Pur confrontarsi con esperienze internazionali, il suo cuore è rimasto legato ai paesaggi della sua giovinezza: Abbate “canta” il suo borgo catturando l’immutabile armonia tra roccia e mare, una poesia visiva difficilmente replicabile altrove.

Generico luglio 2026

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