Meta, ci sarà un posto in Giunta per l’attivissimo Roberto Porzio e Daniela Cacace? Ma è Peppe Tito lo stratega
A Meta la politica locale è in fermento per i prossimi assetti della squadra di governo. Questa volta, però, non si tratta di un duello per un’unica poltrona: i riflettori sono puntati su due figure chiave dell’amministrazione, Roberto Porzio e Daniela Cacace, per i quali sembrano spalancarsi le porte della Giunta in un doppio, attesissimo ingresso.
Il sindaco Peppe Tito è chiamato a ridisegnare gli equilibri, premiando da un lato l’impegno sul campo e, dall’altro, il peso insindacabile delle urne.
Roberto Porzio: l’attivismo e la “moral suasion” per l’ambiente
Il posto in Giunta per Roberto Porzio rappresenterebbe il naturale coronamento per quello che è ampiamente riconosciuto come il consigliere più attivo e produttivo della maggioranza.
Il suo cavallo di battaglia è stato il decoro urbano, con una vera e propria crociata per una “Meta pulita”. La sua è stata una strategia “da sceriffo buono”: utilizzando i social network, e Facebook in particolare, Porzio ha condotto un’opera di moral suasion, denunciando chi abbandonava i rifiuti e puntando a rieducare i cittadini senza dover per forza ricorrere immediatamente a sanzioni e multe. Un lavoro di strada e di sensibilizzazione costante che ora lo proietta verso un ruolo da assessore.
Daniela Cacace: il diritto sancito dalle preferenze
Accanto a lui, il rimpasto non può non tenere conto di Daniela Cacace. Il suo passaporto per la Giunta è stampato direttamente dagli elettori: è stata lei la candidata più votata che non è entrata in Giunta.
Nella logica e nella prassi democratica, la recordwoman di preferenze acquisisce di diritto il ruolo di assessore. È il riconoscimento di un forte mandato fiduciario ricevuto dalla cittadinanza, un capitale politico che l’amministrazione deve tradurre in un ruolo di primo piano all’interno dell’esecutivo.
Il “laboratorio” di Peppe Tito tra Meta e la Città Metropolitana. E’ sempre lui lo stratega
Ora la parola spetta a Peppe Tito. Il sindaco è noto per non lasciare mai nulla al caso e per la sua abitudine a “testare” continuamente i suoi: i cambi di deleghe e le rotazioni tra assessori sono il suo marchio di fabbrica, un modo per tenere sempre alta la tensione operativa della squadra. L’unico sindaco della costa di Sorrento ad avere un ruolo a livello regionale in Campania, consigliere da un decennio della Città Metropolitana di Napoli, mentre tiene sotto scacco tutti nella sua Meta. E’ lui a tenere i fili e lo dimostra continuamente, una strategia di gestione che si accompagna con l’allargamento alla minoranza, a cui ha dato deleghe, in modo da non temere nessuna crisi politica avendo tutti dentro, se esce qualcuno non è un dramma, ma anche dai post su face book, “sindaco del popolo”, “la mia Meta”, poi ogni tanto esce con qualche post per far sentire in colpa chiunque lo critichi o far fare interrogativi ai lettori, poi le dirette quando ci sono problemi “critici” come i parcheggi e la mensa . Insomma Peppe Tito è incontrastato e scaltro ed intelligente nella sua strategia. E’ sempre lui lo stratega. Farà tornare in Giunta Porzio e poi anche Daniela Cacace, che sarebbe la prima new entry da anni? Staremo a vedere la prossima mossa, che ci sorprenderà ( sorprende anche i suoi se è per questo).


