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Lascia entrare Gesù nella tua morte

«Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà.» (Mt 9,18)

Le piccole morti di ogni giorno

Facciamo continuamente esperienza della morte. Non solo nei funerali o davanti alla perdita di una persona cara. La morte entra nella nostra vita ogni volta che una relazione si spegne, quando un progetto fallisce, quando una vocazione attraversa una crisi, quando una delusione ci convince che non ci sia più una via d’uscita.
Ci sono giorni in cui qualcosa dentro di noi muore, pur continuando il cuore a battere.
Non trascina la figlia: invita Gesù
Mi colpisce il gesto di quest’uomo. Non prende la figlia e la porta da Gesù. Va lui da Gesù e gli dice: «Vieni».
È una differenza sottile, ma decisiva.
Ci sono morti che non possiamo spostare. Ci sono ferite che non riusciamo a risolvere, persone che non possiamo cambiare, situazioni che non possiamo controllare. Possiamo però fare una cosa: invitare Gesù ad entrare proprio lì, nel luogo dove noi non riusciamo ad entrare più.
Pregare, allora, non significa sempre chiedere che Dio elimini il problema. Significa soprattutto permettergli di abitare quel luogo che ormai consideriamo perduto.

Il coraggio di aprire la porta

Quando faccio esperienza di morte, la prima tentazione è chiudermi. Mi isolo, mi vergogno, provo a cavarmela da solo oppure mi rassegno pensando che ormai non ci sia più nulla da fare.
Quest’uomo, invece, compie il gesto opposto. Non nega la morte, non la minimizza, ma non le concede l’ultima parola. Va da Gesù e gli apre la porta.
Forse la fede comincia proprio qui: non quando tutto è risolto, ma quando trovi il coraggio di dire: “Signore, vieni. Entra proprio nel punto della mia vita che considero ormai morto.”
Qual è quella situazione in cui oggi senti di dover smettere di combattere da solo e semplicemente lasciare entrare Gesù?

Lascia che Gesù entri nella tua morte