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Eboli. Omicidio Luca Esposito: oggi l’autopsia, spunta la pista privata e il giallo del finto ruolo Arpac

Eboli. Omicidio Luca Esposito: oggi l’autopsia, spunta la pista privata e il giallo del finto ruolo Arpac

Una morte atroce avvolta in un fitto mistero, un tragitto inspiegabile e un profilo professionale che solleva pesanti interrogativi. Resta un vero e proprio rebus l’omicidio di Luca Esposito (all’anagrafe Luigi), il giornalista salernitano trovato carbonizzato domenica scorsa in un terreno agricolo nei pressi della strada statale 7 bis, in una zona periferica e isolata del comune ebolitano.
Mentre la comunità è ancora sotto shock, la Procura di Salerno cerca risposte scientifiche e inoppugnabili per dare un volto e un movente a chi ha commesso un delitto di tale efferatezza.

Le risposte dall’autopsia: ucciso prima del rogo?

La giornata di oggi segna un passaggio cruciale per le indagini. Nell’obitorio di Eboli è infatti in corso l’esame autoptico disposto dai magistrati salernitani. Dopo i primi rilievi effettuati dal medico legale sul luogo del ritrovamento, l’autopsia dovrà chiarire i contorni temporali e le cause esatte del decesso.
L’interrogativo principale a cui i periti dovranno rispondere è tanto macabro quanto fondamentale per ricostruire la dinamica dell’agguato: Esposito è stato prima massacrato di botte e ucciso, per poi essere dato alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni traccia, oppure la morte è sopraggiunta proprio a causa del rogo?

Il percorso anomalo e la deviazione fatale

Un altro nodo centrale dell’inchiesta, affidata ai Carabinieri, riguarda la ricostruzione degli ultimi spostamenti della vittima. Secondo le testimonianze raccolte tra amici e parenti, il 53enne si era messo in viaggio per raggiungere la sua abitazione estiva situata ad Agropoli.
La Statale 7 bis e la zona agricola in cui è stato rinvenuto il cadavere non rientrano nel percorso logico per raggiungere la cittadina cilentana. Gli investigatori si chiedono cosa abbia spinto il giornalista a deviare dalla sua rotta:

  • Si era recato in quella zona isolata per un appuntamento programmato?
  • È stato intercettato e costretto a seguire i suoi aguzzini fino al luogo del delitto?

La pista privata e l’ombra del falso impiego

Sul fronte del movente, le indagini stanno subendo una decisa accelerazione verso una direzione specifica. I militari dell’Arma stanno stringendo il cerchio attorno alla sfera personale e privata di Esposito.
È stata invece scartata l’ipotesi legata alla sua professione pubblica. Gli inquirenti hanno infatti escluso che l’omicidio possa essere collegato alla sua attività di giornalista e commentatore delle vicende della Salernitana e di altre squadre di calcio locali.
A infittire ulteriormente la trama di questo giallo, tuttavia, c’è un dettaglio emerso nelle ultime ore su cui gli investigatori stanno cercando di fare piena luce. Pare che Esposito si presentasse abitualmente a conoscenti e interlocutori qualificandosi come un funzionario dell’Arpac (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania). Un ruolo che, stando alle verifiche e alle recenti smentite dell’ente stesso, non ha mai ricoperto, non essendo mai stato alle dipendenze dell’agenzia.