Devianza minorile e violenza di genere, la proposta dell’Avv. Alfano: “Codice Rosso da modificare e serve una patente genitoriale”
Devianza minorile e violenza di genere, la proposta dell’Avv. Alfano: “Codice Rosso da modificare e serve una patente genitoriale”. Di fronte a una cronaca sempre più segnata da episodi di violenza ed efferatezza che vedono protagonisti i giovanissimi, l’avvocato Luigi Alfano – criminologo forense, cassazionista e perito per i Tribunali di Napoli e Torre Annunziata – lancia un grido d’allarme. In quella che definisce “l’era della rabbia”, l’esperto avanza proposte concrete e provocatorie che scuotono l’opinione pubblica, puntando il dito contro le falle del sistema e il crollo dei modelli educativi.
Secondo l’avvocato Alfano, l’attuale impianto normativo del “Codice Rosso”, pur avendo introdotto tutele importanti, mostra forti limiti nella gestione dell’urgenza immediata. “Assistiamo ancora oggi a una mattanza di vittime”, spiega il legale, sottolineando come l’attesa dei classici “tre giorni” per ascoltare una donna o un minore sia spesso un tempo troppo lungo che rischia di rivelarsi fatale. La proposta presentata al legislatore mira a introdurre la figura dello specialista (criminologi e psicodiagnosti qualificati) direttamente al fianco del Pubblico Ministero sin dai primi istanti della denuncia. L’obiettivo è analizzare nell’immediatezza i primi segnali di pericolo — come uno schiaffo, un insulto o una minaccia — per bloccare sul nascere l’escalation prima che sia troppo tardi. Di fronte a condotte violente, Alfano si dice intransigente: “L’unica misura idonea e contenitiva nell’immediatezza è il carcere o il ricovero in strutture psichiatriche di lungodegenza”. Il cuore del problema, secondo il criminologo, risiede in una preoccupante incapacità dei giovani di gestire gli impulsi e la frustrazione. Oggi si passa “dall’emozione all’atto” in un istante: una parola fuori posto, uno sguardo o una mancata precedenza bastano per scatenare dinamiche distruttive. Questa aggressività, amplificata dal riflesso dei social media, è il sintomo del totale fallimento delle agenzie educative tradizionali, che un tempo facevano da collante sociale: la scuola, le parrocchie e, prima di tutto, la famiglia, che sembrano aver perso la capacità di guidare i ragazzi. La vera rivoluzione deve quindi partire dalle mura domestiche. Ricordando che la personalità di un individuo si forma in modo determinante tra gli zero e i tre anni, Alfano lancia una provocazione forte: l’istituzione di una “patente genitoriale”. “Nessuno può essere obbligato a contrarre matrimonio o a fare un figlio, bisogna essere adatti”, incalza il legale, evidenziando come molti giovani violenti non siano altro che il prodotto di contesti familiari tossici, disfunzionali o aggressivi. I genitori devono essere i primi a essere formati ed educati per poter intercettare tempestivamente i campanelli d’allarme (red flags) dei figli, collaborando con gli specialisti per rimetterli sulla retta via. In una società complessa, conclude Alfano citando Cesare Pavese, la ricerca della verità e il desiderio continuo di conoscenza rimangono gli unici atti davvero rivoluzionari per salvare le nuove generazioni.
Riprese di Gigione Maresca

