Caos e Inquinamento a Marina di Puolo: Barche Oltre il Limite e Mare al Sapore di Nafta
Una giornata che doveva essere all’insegna del mare e del relax in una delle baie più amate della Penisola Sorrentina si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una difficile convivenza tra bagnanti, tutela dell’ambiente e diporto selvaggio. A Marina di Puolo, fra Sorrento e Massa Lubrense, nonostante le rigide normative balneari e la presenza visibile delle motovedette della Capitaneria di Porto nelle acque antistanti, il limite di sicurezza dei 200 metri dalla costa è rimasto, per molti, soltanto una linea immaginaria.
Fin dalle prime ore della giornata, diverse imbarcazioni hanno forzato i limiti, gettando l’ancora pericolosamente a ridosso della spiaggia e stringendo d’assedio l’area teoricamente riservata in via esclusiva a chi nuota. L’audacia di spingersi così vicino alla riva di Puolo, in aperto contrasto con le regole e sotto gli occhi delle autorità preposte al controllo, solleva non pochi interrogativi su come certe infrazioni possano consumarsi con tanta leggerezza.
Ma oltre al rischio per la sicurezza, il vero prezzo di questo affollamento a ridosso dell’arenile lo ha pagato l’ecosistema marino locale. Oggi lo specchio d’acqua incastonato tra il Capo di Sorrento e Massa Lubrense ha restituito un’immagine desolante, allontanando chiunque cercasse refrigerio.
Il mare si è presentato visibilmente compromesso: un’acqua maleodorante, solcata da ampie chiazze di schiuma biancastra e, cosa ancor più grave, da un’evidente e iridescente patina di nafta. Il profumo tipico della salsedine è stato completamente asfissiato dalle esalazioni dei motori marini e da probabili sversamenti, costringendo turisti e residenti a rinunciare al tuffo e a guardare con amarezza l’orizzonte dalla riva.
L’episodio odierno lascia l’amaro in bocca. Evidenzia la fragilità del litorale sorrentino di fronte a un turismo nautico non sempre rispettoso e dimostra che, sebbene le regole e i controlli esistano, la maleducazione di chi confonde la baia di Puolo con un parcheggio privato continua a lasciare il segno. E questa volta, il segno ha l’odore inconfondibile degli idrocarburi.









