Amalfi: cinquant’anni dopo la Maturità la grande festa degli ex studenti del Liceo Classico “Matteo Camera”
C’è un tempo che passa e un tempo che resta. Il primo si misura con il calendario; il secondo con gli abbracci, i sorrisi e i ricordi. E’ venerdì 3 luglio, cinquant’anni esatti dalla maturità e gli ex alunni delle classi III A e III B del Liceo Classico “Matteo Camera” di Amalfi, diplomati nel luglio del 1976, hanno dimostrato che il tempo dell’amicizia non conosce età.
Una serata intensa, elegante e ricca di emozioni, preparata con cura fin nei minimi dettagli presso l’Hotel “La Bussola”. Gli ospiti sono stati accolti da un grande pannello di benvenuto dedicato alla “Class of 1976 – 50 Years Reunion Celebration”, mentre in un angolo li attendevano i tradizionali diplomi in pergamena, arrotolati con un nastro rosso e impreziositi dal classico tocco da laureato, simbolo di un traguardo che, mezzo secolo dopo, continua a rappresentare un motivo di orgoglio.

Ma prima della cena c’è stato anche un momento dal forte valore simbolico: il ritorno nella loro scuola, che era proprio lì, dove ora c’è l’albergo. Le fotografie scattate lungo la storica scalinata del liceo raccontano meglio di qualsiasi parola l’emozione di rivedere quei corridoi, quelle aule e quei volti che il tempo non è riuscito a cancellare dalla memoria.


Quella del 1976 non fu una maturità qualsiasi, ma la più insolita della scuola italiana. I protagonisti della serata lo ricordano bene. Avrebbero dovuto affrontare la prima prova scritta il 1° luglio, ma una clamorosa fuga di notizie cambiò improvvisamente il corso degli eventi. Una telefonata-truffa convinse la preside di un istituto di Vigevano ad aprire le buste ministeriali contenenti le tracce del tema d’italiano. La notizia costrinse il Ministero della Pubblica Istruzione a prendere una decisione senza precedenti: rinviare in tutta Italia la prova scritta di italiano, sostituendo le tracce e facendo slittare l’inizio degli esami di alcuni giorni. Un episodio rimasto unico, che ancora oggi viene ricordato come “la maturità rinviata”.
Per quei ragazzi di diciannove anni significò vivere due “notti prima degli esami”, con tutta l’ansia che ciò comportava. Mezzo secolo dopo quell’episodio è diventato un ricordo raccontato con il sorriso, ma allora fu un’autentica sorpresa nazionale.
“Benvenuti a tutti ragazzi” La serata si è aperta con un saluto capace di far sorridere e commuovere insieme. “Benvenuti a tutti ragazzi!”, recitava il testo preparato per l’occasione.

Un discorso ironico e poetico che ha saputo trasformare il trascorrere degli anni in un motivo di orgoglio: “Siamo invecchiati? No, siamo stati restaurati con cura”, con simpatici richiami alle materie studiate cinquant’anni prima, dal greco alla filosofia, fino alla storia dell’arte.
Parole che hanno ricordato come possano cadere gli imperi, ma non i legami costruiti tra i banchi di scuola.
Il messaggio si è concluso con un brindisi all’amicizia e con una frase destinata a restare nel cuore dei presenti:
“Tempus fugit, sed amicitia manet.”
La sala, elegantemente allestita con decorazioni dedicate al cinquantenario, ha ospitato una lunga tavolata di ex compagni che, dopo i primi minuti di inevitabile emozione, hanno ripreso a parlare come se il tempo si fosse fermato.

Aneddoti scolastici, professori indimenticabili, interrogazioni temute e scherzi di classe hanno accompagnato un menù originale, presentato con ironici richiami al latino, in perfetto stile classico.

Ogni dettaglio riportava al filo conduttore della serata: il ritorno agli anni della giovinezza.
Uno dei passaggi più significativi è stato quello della consegna dei “Diplomi di conservata maturità”, realizzati appositamente per il cinquantenario. A consegnarli è stata la professoressa Lucia Ferrigno, accolta con un lungo e caloroso applauso. Ogni diploma, simbolicamente valutato con il voto di “50 cinquantesimi”, è diventato il riconoscimento di una maturità non solo scolastica, ma soprattutto umana.


A chiudere la serata è arrivata la spettacolare torta celebrativa, decorata con frutta fresca e con la scritta dedicata al Liceo “Matteo Camera”, impreziosita dai numeri 1976 e 2026.

Al momento del taglio, una pioggia di coriandoli ha colorato la sala mentre i presenti applaudivano e sorridevano davanti all’obiettivo per l’immancabile fotografia di gruppo.
Sono immagini che raccontano più di qualsiasi cronaca: uomini e donne con i capelli ormai bianchi, ma con lo stesso entusiasmo dei ragazzi che, nell’estate del 1976, affrontavano l’esame di maturità.

Cinquant’anni dopo quel diploma, la lezione più importante non è rimasta impressa nei libri di latino o nelle versioni di greco. È quella che parla di amicizia, memoria e appartenenza.
Per una sera, la III A e la III B del Liceo Classico “Matteo Camera” hanno rimesso da parte professioni, pensioni e calendari, tornando semplicemente a essere ciò che erano nel luglio del 1976: compagni di classe.
E forse il vero diploma consegnato durante questa splendida reunion è stato proprio quello che nessuna commissione avrebbe mai potuto rilasciare: la certezza che il tempo fugge, ma i legami autentici restano.

