Grande spavento per Aldo Montano: choc anafilattico al ristorante e corsa in ospedale. «Basta superficialità, ho rischiato la vita»
ROMA – Un drammatico venerdì sera di paura e corsa contro il tempo per il campione olimpico Aldo Montano. L’ex sciabolatore azzurro è stato ricoverato d’urgenza presso l’Ospedale Santo Spirito di Roma a causa di un grave choc anafilattico, scatenato dall’ingestione accidentale di caseina durante una cena in un ristorante della Capitale.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato lo stesso fuoriclasse livornese, oro ad Atene 2004, attraverso un duro e toccante sfogo sul proprio profilo Instagram, accompagnato da una foto che lo ritrae sul letto d’ospedale con la maschera d’ossigeno sul volto.
La denuncia social: «Avevo avvisato, la mia vita appesa a un filo»
Montano non ha nascosto la gravità del momento vissuto e ha voluto accendere i riflettori sulla troppa leggerezza con cui spesso vengono trattate le patologie alimentari:
«Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita».
Le parole del campione mettono a nudo una realtà con cui milioni di persone allergiche devono fare i conti ogni giorno quando mangiano fuori casa:
«È inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto. Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico».
Il monito per il futuro e i ringraziamenti ai medici
L’ex atleta ha concluso il suo sfogo con un appello accorato affinché si diffonda una cultura del rispetto e della sicurezza nei riguardi dei clienti allergici: «Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore».
Scampato il pericolo, Montano ha voluto dedicare un sentito ringraziamento pubblico a chi gli ha salvato la vita nei momenti più concitati: l’equipe medica del pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Roma (in particolare alle dottoresse Roberta e Annalisa e a Tiziano) e al suo “driver coraggioso”, che ha affrontato il traffico capitolino per garantire una disperata ma provvidenziale corsa contro il tempo.


