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Vico Equense, elettrodotto di Arola, il comitato cittadino chiede chiarezza: fari accesi su sicurezza e iter autorizzativi

Vico Equense, elettrodotto di Arola, il comitato cittadino chiede chiarezza: fari accesi su sicurezza e iter autorizzativi

La complessa convivenza tra lo sviluppo delle infrastrutture e la tutela del territorio torna al centro del dibattito in Penisola Sorrentina. Questa volta i riflettori sono puntati sulla frazione di Arola, dove la questione legata ai lavori sull’elettrodotto locale ha spinto il comitato “La Tutela dei Diritti dei Cittadini” a prendere posizione con una comunicazione formale.
Il documento, un esposto articolato indirizzato a diverse autorità istituzionali e alle redazioni giornalistiche, mette in fila una serie di osservazioni tecniche, urbanistiche e amministrative. L’obiettivo non è l’attacco frontale, ma la richiesta di una trasparenza assoluta su un’opera che impatta direttamente sulla vita della comunità.

L’interramento dei cavi e la vicinanza ai sottoservizi

Il cuore della segnalazione riguarda le modalità con cui si sta procedendo alla rimozione dei vecchi tralicci elettrici. Se da un lato l’eliminazione dei piloni rappresenta storicamente una richiesta dei territori per ragioni estetiche e paesaggistiche, le operazioni di interramento dei cavi ad alta tensione destano in questo caso una forte preoccupazione.
Secondo quanto riportato dai firmatari, la nuova linea sotterranea verrebbe posata in stretta prossimità di altri sottoservizi vitali già esistenti nel sottosuolo. In particolare, il comitato evidenzia i potenziali rischi legati a uno scavo “promiscuo” che vedrebbe coesistere:

  • Cavi elettrici ad alta tensione
  • Condotte della rete idrica
  • Tubazioni del gas

Questa specifica configurazione, si legge nel documento, solleva interrogativi legittimi sulla reale efficacia dell’intervento in termini di sicurezza pubblica, sulle future procedure di manutenzione e sull’impatto complessivo per il territorio.

I dubbi sull’iter burocratico e sul Piano Territoriale

Oltre all’aspetto squisitamente tecnico, la comunicazione del comitato accende un faro sull’iter amministrativo che ha accompagnato l’opera nel corso degli anni. I cittadini chiedono chiarimenti su due fronti principali:

  • La cronistoria dell’impianto: Vengono richiamati atti e provvedimenti del passato relativi agli aumenti di tensione della linea, chiedendo conferme sulla regolarità della sequenza autorizzativa e verificando se sia stata garantita un’adeguata informazione preventiva alla popolazione.
  • Il rispetto dell’urbanistica: Il documento ipotizza possibili difformità rispetto alle rigide prescrizioni del Piano Urbanistico Territoriale (PUT) della Regione Campania, che impone severi vincoli a tutela del paesaggio e dell’ambiente in un’area di enorme pregio come quella equense.

Si tratta, è bene precisarlo, di ricostruzioni e legittimi dubbi sollevati dalla cittadinanza, che necessitano ora di puntuali riscontri e rassicurazioni da parte degli enti preposti alla vigilanza e all’autorizzazione.

In attesa di risposte ufficiali

La lettera si chiude con una serie di quesiti diretti alle istituzioni. La richiesta del comitato cittadino è inequivocabile: ottenere totale trasparenza sulle procedure burocratiche e garanzie certe sulle ricadute pratiche dell’opera.