Sorrento al ballottaggio, sette giorni per voltare pagina: tra Pinto e Fattorusso la sfida per una città divisa
Sorrento al ballottaggio, sette giorni per voltare pagina: tra Pinto e Fattorusso la sfida per una città divisa
La città del Tasso si prepara a eleggere il nuovo sindaco dopo un anno di commissariamento e le vicende dell’era Coppola. Una campagna elettorale ad altissima tensione, segnata dall’anomalia del voto disgiunto e dal caos sugli apparentamenti. Ora l’obiettivo deve essere uno solo: abbassare i toni e pensare al futuro.
SORRENTO – Tra una settimana esatta, Sorrento avrà finalmente una nuova guida. Si avvia verso la conclusione quella che si può definire, senza timore di smentita, come la tornata elettorale più tormentata e complessa nella storia recente della città. Un percorso tortuoso, nato sulle ceneri della bufera che ha travolto l’ex sindaco Massimo Coppola e che ha costretto il Comune a un intero anno di commissariamento.
Oggi, a pochi giorni dall’apertura delle urne per l’atteso ballottaggio, Sorrento si scopre letteralmente divisa in due.
Il paradosso del primo turno e il peso del voto disgiunto
L’esito del primo round elettorale ha restituito una fotografia nitida di questa spaccatura, regalando un quadro politico segnato da una forte anomalia. Se da un lato l’aggregazione di liste a sostegno di Ferdinando Pinto ha incassato il maggior numero di voti, dall’altro lato Corrado Fattorusso è risultato il candidato sindaco più votato. A fare la differenza e a ribaltare gli equilibri è stato un massiccio e chirurgico ricorso al voto disgiunto da parte dell’elettorato sorrentino, che ha premiato l’uomo a discapito delle sue liste.
Il rebus apparentamenti: da Attardi al “caso Lotito”
Se l’esito delle urne aveva già acceso gli animi, è stata la delicata partita degli apparentamenti in vista del ballottaggio a far schizzare la tensione ai massimi livelli.
A infiammare la scena politica locale è stata la mossa del gruppo guidato da Raffaele Attardi, che ha scelto di siglare un accordo e apparentarsi ufficialmente con la coalizione di Corrado Fattorusso. Una scelta che ha richiesto, per essere ratificata formalmente, anche la firma di Rosario Lotito. Ed è proprio qui che si è innescato il cortocircuito: Lotito, dopo aver apposto la sua firma per sbloccare l’operazione, ha pubblicamente dichiarato il proprio appoggio a Ferdinando Pinto.
Le conseguenze di questo strappo non si sono fatte attendere. Si è scatenata una vera e propria reazione a catena fatta di veleni e polemiche: i primi, durissimi attacchi sono stati indirizzati verso Attardi per la sua alleanza, ma successivamente il fuoco incrociato si è spostato con ancora più veemenza contro lo stesso Lotito.
L’appello: abbassare i toni per il bene della città
Mentre le agende dei due candidati sindaco continuano a riempirsi di incontri febbrili e le rispettive macchine organizzative lavorano a pieno regime per quest’ultimo decisivo miglio, appare chiara una necessità non più rinviabile.
Come testata, assumiamo un impegno preciso in questi ultimi giorni di campagna: cercheremo di spegnere le polemiche e di abbassare i toni. In queste settimane concitate le cose sono state ampiamente dette, gli schieramenti sviscerati e le persone in campo si conoscono da tempo.
Trasformare gli ultimi giorni prima del voto in una sterile arena di rancori e attacchi personali non serve a nessuno. Sorrento esce da una ferita profonda e da uno stallo amministrativo lungo un anno. Ora ha solo bisogno di andare avanti, di recuperare serenità e, soprattutto, di essere governata con visione e responsabilità. Che il confronto torni sui programmi, perché la città non può più aspettare.


