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Porto di Capri, il Comune apre il vaso di Pandora dei box biglietteria

Porto di Capri, il Comune apre il vaso di Pandora dei box biglietteria

La verifica sui titoli di utilizzo degli spazi arriva soltanto dopo l’istanza di accesso presentata dalla Grassi Junior. A distanza di mesi l’amministrazione annuncia un bando, ma la gara non c’è ancora.

CAPRI – È stata necessaria un’istanza di accesso agli atti presentata da un operatore del settore per indurre il Comune di Capri ad accendere i riflettori sulla situazione amministrativa dei box biglietteria di Marina Grande, uno degli snodi più strategici dell’intero sistema turistico dell’isola.

Dai documenti acquisiti emerge infatti una vicenda che solleva interrogativi difficili da ignorare.

Con nota del 3 giugno 2026, il Comune di Capri ha dato atto della «carenza di contratti di occupazione in capo agli attuali utilizzatori» dei box biglietteria presenti nell’area portuale. Nello stesso documento l’amministrazione ha inoltre comunicato di stare predisponendo un bando pubblico per la futura assegnazione degli spazi.

La circostanza assume particolare rilievo se si considera che si tratta dei locali attraverso i quali transita una parte significativa del traffico passeggeri diretto verso l’isola e che la situazione oggi oggetto di verifica risulta consolidata da molti anni.

La scoperta dopo l’accesso agli atti

L’aspetto forse più sorprendente della vicenda riguarda tuttavia la tempistica.

La verifica che ha portato il Comune ad accertare la situazione descritta nella nota del 3 giugno 2026 non risulta essere stata avviata autonomamente dall’amministrazione, bensì successivamente all’istanza di accesso agli atti presentata dalla Grassi Junior nei primi mesi del 2026.

Solo dopo tale iniziativa il Comune ha infatti avviato un procedimento volto a verificare la documentazione esistente e a richiedere agli utilizzatori degli spazi l’esibizione dei titoli ritenuti rilevanti ai fini dell’istruttoria.

Una circostanza che inevitabilmente pone una domanda: per quale ragione una verifica riguardante locali di evidente rilevanza economica e pubblica sia stata avviata soltanto nel 2026 e soltanto a seguito della sollecitazione proveniente da un soggetto privato interessato ad operare nello scalo.

Una situazione che si trascina da anni

Dalla documentazione emerge inoltre che la Concessione Demaniale Marittima n. 48/2008, relativa all’area sulla quale insistono i box, risulta scaduta nel 2014.

Nella nota del 3 giugno 2026 il Comune afferma che il relativo atto concessorio non sarebbe stato ancora formalizzato, qualificando tale circostanza come una «mera superfetazione amministrativa» in ragione della particolare configurazione del rapporto concessorio.

Ulteriori elementi emergono da una precedente comunicazione del 27 marzo 2026, nella quale l’amministrazione riferisce che gli atti rinvenuti non fisserebbero né canoni né durate dei rapporti relativi all’utilizzo degli spazi.

Si tratta di circostanze che il Comune ha ritenuto evidentemente meritevoli di approfondimento, tanto da annunciare la predisposizione di una procedura pubblica per la riassegnazione dei box.

Il bando annunciato che ancora non c’è

Vi è però un ulteriore elemento che merita attenzione.

Già nel 2019 una delibera della Giunta Comunale aveva previsto l’esigenza di assicurare il rispetto di procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione dei box agli operatori interessati.

A distanza di oltre sei anni da quell’indirizzo amministrativo, la procedura non risulta ancora pubblicata.

Anzi, il Comune riferisce soltanto oggi di stare lavorando alla redazione del bando.

Ne deriva un dato difficilmente contestabile: tra l’impegno assunto nel 2019 e l’annuncio del giugno 2026 sono trascorsi più di sei anni senza che la gara venisse effettivamente bandita.

Ancora più significativo appare il fatto che, nel frattempo, sia stata proprio l’iniziativa di un operatore privato a determinare l’avvio delle verifiche che hanno portato l’amministrazione a rilevare le criticità oggi formalmente riconosciute negli atti.

Il caso Grassi Junior

La vicenda assume una rilevanza ancora maggiore se osservata dal punto di vista degli effetti concreti sul mercato.

La Grassi Junior Soc. Coop., infatti, svolge servizi di trasporto marittimo passeggeri da e per Capri da circa tre anni ed è regolarmente autorizzata all’esercizio dell’attività. Nonostante ciò, la società non dispone ancora di una propria postazione operativa all’interno del porto di Marina Grande.

Ne consegue che, mentre il Comune sta ancora verificando la situazione amministrativa degli spazi attualmente utilizzati e sta soltanto oggi annunciando una procedura pubblica di assegnazione, un operatore attivo sullo scalo da anni continua a non poter accedere a una biglietteria propria, con evidenti ripercussioni organizzative, commerciali ed economiche.

Paradossalmente, l’unico operatore che negli ultimi anni ha sollecitato il Comune a verificare la situazione dei box e a procedere verso una gara pubblica è anche quello che continua a non disporre di alcuna biglietteria nel porto di Capri.

La Grassi Junior sostiene che tale situazione abbia determinato e continui a determinare un significativo svantaggio competitivo, incidendo sulla possibilità di operare in condizioni di effettiva parità nell’ambito di uno dei principali scali turistici del Paese.

Le questioni aperte

La vicenda pone interrogativi che vanno ben oltre il singolo caso locale.

La gestione di spazi pubblici destinati ad attività economiche coinvolge infatti principi fondamentali di trasparenza, imparzialità, concorrenza e parità di accesso al mercato.

Per questa ragione la giurisprudenza nazionale ed europea richiede sempre più frequentemente il ricorso a procedure pubbliche e competitive per l’assegnazione di beni suscettibili di sfruttamento economico.

Resta inoltre da comprendere per quale ragione una situazione che, secondo quanto emerge dagli stessi atti comunali, presentava profili di evidente incompletezza amministrativa non sia stata oggetto di una verifica sistematica in epoca precedente, nonostante l’importanza strategica degli spazi interessati.

Resta ora da comprendere quando il bando annunciato verrà effettivamente pubblicato e quali saranno le scelte dell’amministrazione per superare una situazione che la stessa ha ritenuto necessario sottoporre a verifica e approfondimento.

Nel frattempo una domanda continua a rimanere sul tavolo: se non fosse stata presentata l’istanza di accesso agli atti della Grassi Junior, il Comune avrebbe comunque avviato le verifiche che oggi hanno portato alla scoperta della «carenza di contratti di occupazione» e all’annuncio di una gara pubblica?

È una domanda alla quale, allo stato, gli atti non forniscono ancora una risposta.