Logo

Piano di Sorrento, meravigliosa serata all’Oratorio di San Nicola, riprende la tradizione dell’anello di San Luigi. Nel campetto, dove centinaia di carottesi hanno trascorso la loro infanzia fra messe e partite di calcetto, si è tenuta una bellissima celebrazione , tenuta dal parroco don Antonino Esposito, organizzata dalla congrega dei Luigini, guidata dal Priore Biagio Verdicchio. Davvero sono stati tutti bravissimi ad organizzare questo momento di Grazia e condivisione con la comunità, alla fine le donne carottesi hanno dimostrato di non essere seconde a nessuno in Penisola sorrentina in quanto a dolci, impossibile descrivere la bontà dalle capresi ai biscotti , davvero tutte meravigliosamente brave.

Per l’occasione si è ripresa la tradizione dell’anello di San Luigi, un dolce riprodotto dalla Casa del Dolce per la serata. Ricorda  quello preparato anticamente dalle suore.

L’attività dolciaria delle suore del Conservatorio di Santa Maria della Misericordia, attiguo alla Basilica di San Michele, iniziata nella seconda metà del Settecento, per reperire fondi per la costruzione della loro chiesa, andò avanti con successo (tanta beneficenza) per circa duecento anni, fino alla Prima Guerra Mondiale, quando le ristrettezze economiche, generate dal conflitto, portarono ad un inevitabile crollo della domanda.

Le suore trasformavano i prodotti della terra e dei giardini in dolci, utilizzando la frutta, in gran parte proveniente dai fondi di loro proprietà, dove si produceva di tutto e quasi in ogni stagione. I periodi di maggiore lavoro coincidevano con le grandi feste: Natale, Pasqua e le patronali.
Doveva essere così anche d’estate se dagli archivi è emerso il suggerimento fornito alle suore da Don Eduardo Mastellone, per lunghi anni loro guida spirituale, di accompagnare con un dolce la conclusione della Solennità di San Luigi Gonzaga presso l’Oratorio di San Nicola di cui il sacerdote fino alla sia morte nel 1945 deteneva la Rettoria.
Le suore decisero di rendere sottoforma di biscotto il cosiddetto “anello di san Luigi Gonzaga” dolce morbido e soffice tipico del territorio di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, così chiamato perché a forma del colletto che indossava il santo.
Dalla ricetta lombarda furono prese le mandorle, per il resto con la pasta frolla, profumata agli agrumi, crearono deliziosi e friabili biscottini.
Dopo 80 anni circa, la ricetta “esce” dai polverosi archivi e viene riproposta!

A 17 anni il rampollo dei Gonzaga, Luigi, si sentì attratto da Cristo, e così scrisse al padre mentre si trovava alla corte del Re di Spagna: “Signor padre, io mi pongo nelle sue mani, ma il Dio che mi chiama è amore. Come posso arginare questo amore, quando tutto il mondo sarebbe troppo piccolo per farlo?” Sente che l’amore di Dio non si può paragonare a nessun

amore umano. Rinuncia a divenire marchese, perché ha trovato un amore più grande: Cristo.

Anche negli anni passati abbiam seguito