Gaetano Milano: «Sul ripascimento di Cetara l’ennesima vicenda all’italiana. Serve una riflessione seria sulla gestione delle spiagge». Il disastro di Meta
Gaetano Milano: «Sul ripascimento di Cetara l’ennesima vicenda all’italiana. Serve una riflessione seria sulla gestione delle spiagge»
Il caso del ripascimento della spiaggia di Cetara continua a far discutere e riporta al centro dell’attenzione il delicato tema della gestione delle coste campane e si è spostato dalla Costiera amalfitana alla Penisola sorrentina . A intervenire è Gaetano Milano, responsabile della Fondazione Sorrento ed ex assessore, che non nasconde le proprie perplessità su un’operazione che sta suscitando polemiche e preoccupazioni tra cittadini e operatori del territorio.
«Il ripascimento di Cetara rappresenta purtroppo un’altra vicenda tipicamente italiana che rischia di produrre un danno enorme alla comunità locale», osserva Milano, sottolineando come il tema sia molto più complesso di quanto possa apparire.
Secondo l’ex amministratore, infatti, occorre distinguere tra le diverse tipologie di intervento. «Una cosa è il ripascimento effettuato attraverso la movimentazione della sabbia già presente in loco, altra cosa è utilizzare materiale proveniente dall’esterno. Sono operazioni completamente differenti sotto il profilo tecnico e ambientale».
Milano ricorda la propria esperienza diretta maturata anni fa durante un intervento analogo. «Me lo spiegarono alcuni tecnici quando affrontammo un ripascimento e in quell’occasione imparai quanto sia delicato intervenire sugli equilibri naturali della costa. Ogni scelta produce conseguenze che spesso emergono solo dopo anni».
Da qui nasce una riflessione più ampia sulla gestione del demanio marittimo e sulla tutela dei litorali. Un tema che riguarda non soltanto Cetara, ma numerose località della Campania e della Penisola Sorrentina.
Ci sono ancora molti interrogativi aperti esempio alla scogliera realizzata a Marina Grande, a Sorrento, che secondo molti ha contribuito alla scomparsa di una porzione significativa di spiaggia. Oppure alla situazione disastrosa di Meta, dove da anni non si riesce a trovare una soluzione definitiva ai problemi del tratto costiero verso Alimuri
In quest’area, infatti, l’erosione marina continua a rappresentare una minaccia costante. L’azione del mare e la realizzazione di un molo costruito in maniera sciagurata hanno finito per compromettere gravemente l’equilibrio naturale del litorale, causando danni sia alle spiagge che alle scogliere».
Anche gli interventi successivi non avrebbero prodotto i risultati sperati. «In molti casi i ripascimenti sono stati affrontati con superficialità, senza una visione complessiva e senza studi approfonditi sulle dinamiche marine. Si è intervenuti più per tamponare le emergenze che per risolvere realmente i problemi».
Per Milano è necessario aprire una discussione seria e scientificamente fondata sulla gestione delle coste. «Le spiagge non sono elementi statici ma ecosistemi dinamici. Ogni intervento deve essere valutato attentamente perché ciò che sembra una soluzione immediata può trasformarsi in un problema ancora più grande nel medio e lungo periodo».
Il dibattito su Cetara, dunque, va oltre il singolo intervento e pone una questione più generale: come difendere le spiagge dall’erosione senza alterare gli equilibri ambientali che ne garantiscono la sopravvivenza. Una sfida che riguarda l’intera fascia costiera campana e che richiede competenza, programmazione e una visione di lungo periodo.


