Il Convegno a Piano di Sorrento
Mercoledì 10 giugno 2026, dalle 18.30, al Centro Polifunzionale di Piano di Sorrento si è tenuto l’incontro: “Oltre il pregiudizio – Convegno contro l’omofobia e le discriminazioni”. Un evento di grande spessore morale, culturale e sociale per promuovere il rispetto, l’inclusione e la conoscenza come strumenti per superare stereotipi e discriminazioni, organizzato dal Comune di Piano di Sorrento, attraverso la Commissione Pari Opportunità. Sono intervenuti: l’Associazione D.R.O.P. (acronimo di Diritti, Resistenza e Orgoglio in Penisola), che rappresenta la comunità LGBTQ+ locale; la dott.ssa Francesca Arpino, psicologa; il dott. Carlo Alfaro, pediatra e adolescentologo. Momenti culminanti dell’incontro, la presentazione e l’analisi dei risultati di un questionario anonimo sulla percezione dell’omofobia in Penisola sorrentina, la poesia di un giovane ragazzo gay interpretata da Carlo Alfaro e la proiezione del delicatissimo cortometraggio animato “Heartbeat”, selezionato dalla professoressa Annamaria D’Esposito della Commissione Pari Opportunità di Piano di Sorrento.
Biodiversità
Per gli esseri viventi, essere diversi, differenti gli uni dagli altri è il caposaldo della “biodiversità”, che in Biologia è alla base della sussistenza della vita sulla Terra. La diversità non è un “difetto” dei sistemi viventi, ma una condizione indispensabile: le differenze genetiche, fisiologiche, comportamentali aumentano la probabilità di adattamento alle crisi che possano subentrare nell’ambiente (cambiamenti climatici, epidemie, carestie, ecc.). Senza variabilità non esiste evoluzione; senza evoluzione, la vita si estingue. In Natura, la biodiversità non è un elemento accessorio, ma il meccanismo che garantisce la resilienza e la continuità.
Condizionamenti sociali
Invece la società ha paura che la diversità crei disordine e chiede omologazione, pena l’ostracismo a chi si discosta dal tracciato. E’ un paradosso. Per mantenere coesione, prevedibilità e controllo, i gruppi tendono a costruire norme condivise, modelli di comportamento e identità collettive. Chi si allontana troppo da tali modelli può essere percepito come una minaccia all’ordine esistente, perché introduce incertezza. Da qui nascono fenomeni di conformismo, stigmatizzazione e odio. Così, ciò che in Natura rappresenta una fonte di forza — la differenza — e permette ai sistemi biologici di sopravvivere nel lungo periodo, viene spesso considerato nei sistemi culturali e sociali, una caratteristica che viene scoraggiata per timore che rechi instabilità, privilegiano l’uniformità.
Elogio della diversità
Ma anche le società, per essere vitali e progredire, hanno necessità dell’apporto delle differenze. Scoperte scientifiche, creazioni artistiche, cambiamenti politici, innovazioni culturali nascono da chi ha il coraggio di un pensiero originale, che si discosti dalle convenzioni dominanti. La società viene arricchita, non messa in pericolo, dal contributo delle diversità. Una società completamente uniforme diventa meno creativa, meno adattabile e più vulnerabile ai cambiamenti, proprio come una popolazione biologica priva di diversità genetica rischia di crollare al primo imprevisto. La diversità svolge funzione analoga sia in biologia che nella vita sociale: introduce complessità e talvolta conflitto, ma è anche l’unica possibilità di adattamento e di futuro. La vera strada non è eliminare le differenze, ma integrarle in un insieme coeso.
Contrastare la diversità significa minare la società
Caratteristiche personali diverse dalla maggioranza non dovrebbero mai costituire motivo per aggredire, schernire, disprezzare, escludere o negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i fondamenti per la stessa società. La discriminazione non colpisce soltanto la persona in minoranza ma rischia di causare regressione e insicurezza dell’intero tessuto sociale, intaccando la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, i valori dell’uguaglianza e della giustizia, il riconoscimento e la valorizzazione delle differenti sfumature che caratterizzano l’essere umano. Solidarietà, rispetto, inclusione sono vettori potenti di coesione sociale. Il principio di uguaglianza e di giustizia costituisce un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani, nel solco dei dettami delle democrazie, come garantito dall’art.14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione italiana, che all’art. 3 sancisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Gli orientamenti sessuali e le identità di genere non sono malattie
Il rifiuto di chi appare diverso da sé ha un’origine istintiva: la paura della presunta pericolosità di ciò che non si conosce. Rappresenta un atavico meccanismo di difesa. Riguardo alle diversità di orientamento sessuale e identità di genere, dopo secoli di ignoranza, consolidate evidenze scientifiche hanno dimostrato che non si tratta di patologie. Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, riconosciuta dalle Nazioni Unite in oltre 130 Paesi, in ricordo della storica data in cui l’Organizzazione mondiale della sanità, Oms, ha depennato, nel 1990, l’omosessualità dalla classificazione delle malattie mentali, definendola una “variante naturale del comportamento umano”. Dal 18 ottobre 2018 l’Oms ha escluso dal capitolo delle malattie mentali anche l’incongruenza di genere, ossia la discrepanza fra genere assegnato alla nascita e identità di genere. Dunque, non persone malate, non anormali, non pericolose, solo meno comuni.
Omofobia
Per omofobia (o omo-transfobia) si intende l’insieme di sentimenti e atteggiamenti negativi contro le persone LGBTQIA+. Si distinguono due tipi di omofobia. Quella “istituzionalizzata” si basa sul delegittimare gli orientamenti sessuali non etero- e le identità di genere non cisgender. L’altra forma, “interiorizzata”, è l’adesione inconscia alla ideologia omofoba, per cui si accettano come giusti gli stereotipi denigratori, i modelli maltrattanti e lo stigma sociale. La persona colpita da omo-transfobia può andare incontro a sentimenti di paura, ansia, isolamento, vergogna, colpa, insicurezza, scarsa autostima, scarsa accettazione di sé, senso di inferiorità, autosvalutazione, difficoltà relazionali, comportamenti di evitamento, autodistruttività, stigma percepito che comporta la messa in atto di strategie difensive per evitare/diminuire il rifiuto sociale fino al “passing”, la scomparsa sociale, il nascondimento di sè. Tutta lo stress cronico cui è sottoposta una minoranza sistematicamente oppressa può tradursi in un rischio molto più elevato di ammalarsi e morire: il cosiddetto Minority Stress. Il Minority Stress è responsabile della sproporzionata prevalenza nella popolazione LGBTI di ansia, depressione, autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, abuso di alcol, fumo o droga, malattie sessualmente trasmissibili da condotte sessuali non sicure, suicidio.
Il Coming out
Il Coming Out rappresenta il primo e principale strumento di prevenzione del Minority Stress. Il termine deriva dall’abbreviazione dell’espressione inglese “coming out of the closet” (letteralmente: “uscire dal ripostiglio”) e viene utilizzato per descrivere l’atto volontario di una persona non eterosessuale o non cisgender di rivelare ad altri il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. E’ diverso dall’outing che è la rivelazione pubblica dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere di qualcuno a terzi. Il Coming Out produce molto beneficio al benessere mentale della persona. Il supporto della famiglia, della scuola, della rete sociale sono fondamentali per la buona riuscita del Coming out. Gli studi dimostrano che nelle scuole in cui c’è maggior accoglienza delle diversità il benessere psicologico migliora in tutti gli studenti.
I diritti nel mondo
Nonostante i progressi culturali e sociali, continuano a esistere nel mondo discriminazione, esclusione e violenza a causa dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Più di 2 miliardi di persone vivono in Paesi in cui l’omosessualità è illegale. In 69 Paesi i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso sono puniti per legge con pene carcerarie fino all’ergastolo e in 11 sono ancora passibili di pena capitale. Anche nei Paesi industrializzati, sussistono ancora ampi fenomeni di ostracismo in famiglia, a scuola, sul lavoro, nella quotidianità. Anzi, proprio in questo momento storico i diritti civili appaiono pericolosamente minacciati e le acquisizioni raggiunte da decenni di battaglie civili messe in bilico. L’Unione Europea ha affermato in più occasioni che le persone LGBTI devono essere messe in grado di esercitare il loro diritto di partecipare a tutti gli aspetti della vita comunitaria e vedersi garantito il diritto di essere protetti da violenza e molestie. La raccomandazione di Politica Generale n. 17 del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta all’intolleranza e alla discriminazione nei confronti delle persone di orientamento e genere diverso indica la necessità che i Governi e le Istituzioni Sanitarie adottino misure sistematiche per migliorare la sicurezza di queste persone e garantire loro parità di trattamento, integrazione, inclusione, cura.
Omofobia in Italia
Anche in Italia, Human Rights Watch, l’organizzazione per i diritti umani, la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) del Consiglio d’Europa e l’Agenzia dell’Unione europea segnalano la crescita, sia a livello istituzionale che da parte dei privati cittadini, di ostilità nei confronti delle persone che appartengono a una minoranza sessuale. Nell’ultima valutazione di Ilga Europe (International lesbian and gay association) in tema politiche e leggi a tutela delle persone appartenenti a minoranze sessuali, l’Italia è scivolata dal 34esimo al 36esimo posto su 49 Paesi europei.
Perché questa regressione dei diritti
Le cause di questa regressione dei diritti riconosciuti alle minoranze in Italia come nel resto del mondo sono complesse e intrecciate. Tre sono i principali fattori individuati:
– L’effetto “avanzamento-reazione”, per cui ogni volta che una comunità conquista nuovi diritti si attiva anche una controreazione da parte di chi percepisce questi cambiamenti come una minaccia allo status quo. E’ una tendenza reazionaria insita nelle società di arrestare il progresso, che è sempre esistita.
– L’affermarsi di movimenti e governi di orientamento conservatore e nazionalista, che utilizzano la retorica “contro l’ideologia gender” o “a difesa della famiglia tradizionale” per acquisire potere sulle masse attraverso campagne di disinformazione e narrazioni irrealistiche che prendono strumentalmente di mira le minoranze come capro espiatorio dei problemi sociali.
– Utilizzo strumentale degli argomenti legati alla sessualità per distrarre l’opinione pubblica dai problemi strutturali quali la profonda crisi economica, sociale e sanitaria attuale.
Perché è importante difendere i diritti
I diritti delle persone LGBTIQIA+ rappresentano un terreno simbolico su cui si combattono battaglie più ampie che trascendono dalle loro singole rivendicazioni e implicano la difesa dei diritti civili contro l’imperante deriva morale contro l’umanità e la democrazia. Se lasciamo che l’indifferenza prenda il posto della compassione, il nostro cuore non avrà più una frequenza umana ma quella automatica di un gelido tic tac di un orologio.
Carlo Alfaro


