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Capaccio Paestum: Convegno “I giovani e l’Europa” di Unioncamere per riportare i giovani al Sud.

Le nuove generazioni vivono con minori barriere culturali, territoriali e sociali rispetto al passatoGrazie ad iniziative come l’Erasmus si sentono naturalmente cittadini europei. L’Europa è uno spazio concreto di studio, lavoro, opportunità. Confrontano salari, qualità del lavoro, accesso all’innovazione e possibilità di crescita. È un cambiamento culturale profondo, che parla di una nuova idea di vita, famiglia e realizzazione personale. Valorizzare la loro creatività e la capacità di innovazione richiede uno sforzo comune. Le Camere di commercio sono in campo e pronte a fare da ponte tra imprese e sistema della formazione”.
E’ quanto ha sottolineato il presidente Andrea Prete, nell’intervento di apertura della Conferenza Nazionale delle Camere di commercio, che si è tenuta a Capaccio Paestum il 5 e 6 giugno 2026, sul tema “Europa e i giovani”.

Tra i relatori, il presidente di Abi Antonio Patuelli, il ministro degli esteri Antonio Tajani e l’ex premier Enrico Letta, entrambi in video collegamento.
Per il presidente Unioncamere, Andrea Prete, la questione cruciale per il sistema delle imprese, soprattutto al Sud, è il cortocircuito tra imprese che cercano giovani laureati da assumere e “cervelli in fuga” soprattutto nel Mezzogiorno.
Nell’ultimo decennio i giovani tra i 20 e i 34 anni che hanno lasciato l’Italia sono quasi raddoppiati, passando da 37 mila a 70 mila, pari all’85 %, infatti oggi in Italia emigrano otto giovani ogni mille, più del doppio della Germania e più della Spagna, secondo Eurostat.
Enrico Letta ha ricordato che di recente la Ue ha fatto passi in avanti verso un unico diritto commerciale e l’integrazione della produzione energetica, tuttavia che analogamente andrebbe fatto anche per il titolo di studio, creando un diploma universitario europeo.
Andrea Prete, ha aggiunto che per l’Italia la fuga dei giovani all’estero è pari a ben 159,5 miliardi, cioè il 7,5 per cento del Pil nazionale, dai dati Cnel, se si riuscisse a far rientrare anche solo la metà dei giovani emigrati tra i 20 e i 34 anni negli ultimi cinque anni, poco più di 250 mila, si genererebbe un impatto economico fino a 12 miliardi, circa mezzo punto di Pil.
Antonio Tajani auspica il rafforzamento dell’export italiano che, nel 2025 ha raggiunto il record di 643 miliardi, e che nel 2026 sta aumentando ma si può arrivare a 700 miliardi entro il 2027, facendo anche meglio di molti altri nostri partner europei.

Secondo Prete però,  questo non basta a fronte di salari mediamente più bassi in Italia e della capacità di fare più rapidamente carriera all’estero, che invoglia ancora molto i giovani italiani ad andare all’estero.

Non poteva mancare a Pestum l’intervento di Vincenzo De Luca, alla sua prima uscita pubblica come sindaco per la quinta volta a Salerno, che nel suo stile plateale, ha attaccato tutti, soprattutto “Il governo incapace di decidere“.
Definendosi “disperato” dai politici che sono lontani dalla realtà e dai giovani, ha forse già dimenticato di aver ricoperto cariche istituzionali da 36 anni, a partire dal suo debutto nel consiglio comunale di Salerno nel 1990.