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Tragedia alle Maldive e lezioni ignorate: perché la Costiera Amalfitana ha bisogno urgente di una camera iperbarica e lo diciamo da vent’anni

Tragedia alle Maldive e lezioni ignorate: perché la Costiera Amalfitana ha bisogno urgente di una camera iperbarica
L’assurda e tragica vicenda dei sub italiani deceduti recentemente alle Maldive ha scosso profondamente l’opinione pubblica e la comunità degli appassionati di immersioni. Mentre le autorità competenti dovranno fare ancora tutti gli accertamenti del caso per chiarire l’esatta dinamica e le cause di questa drammatica fatalità, l’incidente riapre una ferita dolorosa e riporta prepotentemente sotto i riflettori una nostra battaglia storica. Parlando questa mattina con un esperto dobbiamo anche dire che i livelli di sicurezza in Italia da parte dei centri sub nostrani sono più alti, le immersioni più sicure, ma tanti vanno anche da soli ad avventurarsi ed in ogni caso il problema potrebbe esserci , come c’è stato in passato .

È una lotta che portiamo avanti da almeno vent’anni , a memoria ricordiamo una tragedia a Praiano di un uomo di Sorrento, ma non solo : la necessità assoluta, vitale e non più rimandabile di installare una camera iperbarica in Costiera Amalfitana. All’ospedale Costa d’ Amalfi a Castiglione di Ravello non si è attrezzati in tal senso, per fortuna c’è l’idroambulanza che può arrivare a Salerno, ma è una necessità che tutti ignorano.

A cosa serve la camera iperbarica e perché salva la vita
Per comprendere l’urgenza di questa nostra richiesta, è fondamentale capire che la camera iperbarica non è un “lusso” ospedaliero, ma un dispositivo medico salvavita che lavora contro il tempo.

Il suo utilizzo principale (l’Ossigenoterapia Iperbarica – OTI) consiste nel far respirare al paziente ossigeno puro al 100% all’interno di un ambiente in cui la pressione è superiore a quella atmosferica. Ecco perché è indispensabile:

Trattamento della Malattia da Decompressione (MDD): È l’incubo di ogni subacqueo. Se la risalita in superficie avviene troppo velocemente, i gas inerti (come l’azoto) disciolti nel sangue formano delle bolle. Queste bolle possono ostruire i vasi sanguigni, causando danni neurologici gravissimi, paralisi o la morte. La camera iperbarica “rischiaccia” queste bolle, facendole riassorbire ai tessuti e salvando il paziente.

Embolia Gassosa Arteriosa: Simile alla MDD, si verifica quando bolle d’aria entrano nella circolazione arteriosa (spesso per sovradistensione polmonare trattenendo il respiro in risalita). Anche qui, l’intervento immediato in camera iperbarica è l’unica vera cura.

Altre emergenze mediche: Oltre agli incidenti subacquei, la camera iperbarica è il trattamento d’elezione per l’avvelenamento da monossido di carbonio, le gangrene gassose, gravi infezioni dei tessuti molli e per favorire la guarigione di ferite complesse (come le ulcere diabetiche).

L’anomalia della Costiera Amalfitana: vent’anni di appelli inascoltati
La Costiera Amalfitana, con i suoi fondali meravigliosi e i suoi parchi marini, è una delle mete più ambite al mondo per il turismo balneare e per il diving. Ogni anno, migliaia di appassionati si immergono in queste acque.

Eppure, in caso di incidente subacqueo, il fattore tempo è l’unico vero alleato. Trasportare un sub in pericolo di vita verso i centri iperbarici più vicini (situati a Napoli o Salerno) significa affrontare il traffico proverbiale e spesso paralizzato della Statale 163, oppure dipendere dalle tempistiche dell’elisoccorso, quando le condizioni meteorologiche lo permettono. In emergenze del genere, disperdere minuti preziosi significa tracciare la linea di confine tra un recupero totale, un’invalidità permanente o la morte.

È per questo motivo che da due decenni continuiamo a denunciare questa lacuna inaccettabile. Una battaglia di civiltà, di logica e di sicurezza sanitaria che si è sempre scontrata con muri di gomma burocratici, promesse elettorali dimenticate e problemi di budget.

Non aspettiamo la prossima tragedia
I tragici fatti delle Maldive ci ricordano in modo spietato che il mare, pur nella sua bellezza, non ammette leggerezze e non perdona i ritardi nei soccorsi.

Quanti altri campanelli d’allarme dobbiamo aspettare? Avere un presidio iperbarico sul nostro territorio non significa solo tutelare le migliaia di turisti che sostengono la nostra economia, ma garantire un livello di assistenza sanitaria adeguato anche ai residenti e ai pescatori locali. È tempo che le istituzioni sanitarie e politiche diano finalmente ascolto a questa richiesta lunga vent’anni. La sicurezza e la vita delle persone non possono più essere lasciate al caso o ai ritardi del traffico costiero.