Salerno: una provincia che fatica tra qualità della vita al ribasso e lotteria fiscale al rialzo.
|Stesso sindaco stessi conti: presentati i dati della classifica della Qualità della vita del Sole 24 ore al Festival dell’economia di Trento.
Alla vigilia del voto salernitano, si è svolto il “Festival dell’Economia” di Trento, dove è stata presentata la classifica “Qualità della vita del Sole 24 ore”, nella quale Salerno si piazza al 91esimo posto.
L’analisi ha riguardato 107 province italiane, su venti parametri diversi in relazione a bambini, giovani ed anziani.
La fotografia è impietosa, mostra una provincia di Salerno che non riesce a garantire servizi e opportunità ai suoi cittadini, in ordine a istruzione, sport e servizi urbani.
Per i bambini, i dati sono critici, con edifici scolastici scarsamente dotati di palestra, che si piazzano all’86esimo posto, ed alunni con competenze numeriche all’85esimo, controbilanciata solo per minor numero di reati denunciati ai danni dei minori, che vede Salerno al 13esimo posto della graduatoria.
Per i giovani la provincia salernitana è 93esima, ultima in Italia per disponibilità di aree sportive. Va meglio il mercato del lavoro, al 18esimo posto nella trasformazione dei contratti a tempo indeterminato.
Per gli anziani, Salerno è 87esima e, tenuto conto che il territorio è 6° in italia per numero di persone sole over 65, non è un dato molto confortante.
Nelle altre province campane, Benevento è la migliore per bambini e giovani, Caserta resta posizionata nella parte più bassa della classifica.
Napoli si distingue per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65, per alcuni servizi scolastici e di imprenditorialità giovanile, con dati però, ancora molto negativi su disoccupazione e servizi sociali.
Paradossalmente però in Campania siamo quelli della “lotteria fiscale”, grazie alla crescente autonomia esercitata da Regioni e Comuni che, nata per rafforzare le responsabilità amministrative, la trasparenza e la qualità dei servizi, sta invece producendo una crescente disparità del carico fiscale, senza però garantire le dovute prestazioni pubbliche.
Da un recente studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, risulta che in Italia un cittadino con reddito di 20.000euro, tra addizionale comunale a regionale, versa da un minimo di 263euro a Milano, ad un massimo di 607euro, a Napoli, di 627 euro a Salerno e di 607 ad Avellino e Napoli.
Nella fascia di reddito di 40.000 euro, si va dai 778 euro di Cagliari ai 1.452 euro di Roma, con Salerno, che risulta essere la città più onerosa con 1.468 euro, seguita da Avellino e Napoli con 1.428 euro, mentre Benevento e Caserta di 1.348 euro.







