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Sorrento, allarme lavoro nero e infortuni nel turismo: i dati di Inail e Ispettorato del Lavoro

Sorrento, allarme lavoro nero e infortuni nel turismo: i dati di Inail e Ispettorato del Lavoro

La Campania del turismo corre veloce, trainata da un’attrattiva internazionale senza precedenti e da un tessuto imprenditoriale in continua espansione. Basti pensare che nell’ultimo anno, nella sola provincia di Napoli, hanno aperto i battenti ben 1.500 nuove strutture ricettive. Un boom economico che, tuttavia, porta con sé un rovescio della medaglia preoccupante: l’aumento vertiginoso degli infortuni e l’ombra lunga del lavoro irregolare.
È questa la fotografia in chiaroscuro emersa a Sorrento durante l’atteso vertice “Legalità del lavoro e sicurezza nelle strutture turistiche: il ruolo dei Consulenti e dei Periti industriali”. Un confronto promosso dai rispettivi Ordini professionali di Napoli, in sinergia con Federalberghi Penisola Sorrentina, Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl), Inail e Vigili del Fuoco.

I numeri dell’emergenza: +33% di infortuni nel primo bimestre 2026

I dati snocciolati durante il convegno non ammettono interpretazioni. Le denunce di infortunio nel comparto dell’ospitalità e della ristorazione campana sono passate dalle 886 del 2022 alle 1.072 del 2024, segnando un allarmante +21%.
Ma è la proiezione attuale a destare maggiore inquietudine: confrontando il primo bimestre dell’anno in corso (gennaio-febbraio 2026) con lo stesso periodo del 2025, si registra un’ulteriore impennata del 33,3% (da 51 a 68 casi). Un aumento fisiologico, in parte giustificato dalla crescita esponenziale delle attività commerciali, ma che impone una riflessione immediata sulle condizioni lavorative nel settore.
Una magra consolazione arriva dal fronte della mortalità – non si registrano nuovi decessi nel comparto – e dalle malattie professionali, letteralmente crollate dai 7 casi del 2022 all’unico caso isolato del 2024.

Sicurezza e legalità: il nuovo “brand” del turismo

“Legalità e sicurezza sono ormai elementi decisivi della qualità dell’offerta turistica”, ha sentenziato Francesco Duraccio, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli, tracciando una linea netta tra l’improvvisazione e l’imprenditoria sana.
A fargli eco è stato Maurizio Sansone, guida dei Periti industriali partenopei, che ha indicato la strada per invertire la rotta: “Innovazione tecnologica, prevenzione incendi e competenze professionali rappresentano oggi gli strumenti decisivi per garantire standard di sicurezza elevati. Questo è il vero sviluppo”.

Il nodo del lavoro nero e dei “contratti pirata”

Ma il tavolo sorrentino ha scoperchiato anche un altro nervo scoperto: il lavoro sommerso. Nel solo 2025, l’Ispettorato del Lavoro ha scovato in Campania ben 4.209 lavoratori in nero, di cui oltre la metà (2.292) impiegati nel terziario.
“Turismo e ristorazione restano tra i settori più esposti alla somministrazione illecita di manodopera”, ha denunciato Giovanni De Paulis, direttore interregionale Sud dell’Inl, ricordando i 274 casi di interposizione fittizia accertati lo scorso anno.
Una piaga che le imprese sane chiedono a gran voce di debellare. Gianfranco Acampora, vicepresidente di Federalberghi Penisola Sorrentina, ha ribadito l’impegno totale degli albergatori per il contrasto ai “contratti pirata”, difendendo a spada tratta “le imprese sane e l’occupazione regolare”.

Lo spiraglio: più consapevolezza sulla prevenzione

La chiusura dei lavori ha comunque lasciato spazio a una nota di ottimismo. Michele Mazzaro, direttore dei Vigili del Fuoco della Campania, ha evidenziato un cambio di mentalità da parte degli imprenditori: “Oggi c’è una maggiore consapevolezza sulle problematiche antincendio. L’adeguamento normativo recente ha permesso di implementare le misure di sicurezza venendo incontro alle reali esigenze degli operatori”.
La sfida, come sintetizzato dalla direttrice regionale Inail Campania, Adele Pomponio, resta quella di trasformare la sicurezza sul lavoro in una “priorità condivisa”. Perché un turismo di successo, prima ancora che nei numeri delle presenze, si misura sulla dignità e sulla tutela di chi, quel turismo, lo rende possibile ogni giorno.