Michele De Lucia: «Oltre l’immagine da cartolina, la sfida è proteggere l’anima di Positano»
Amministrare una delle perle del mondo non è solo una questione di gestione turistica, ma una complessa sfida di equilibrio tra bellezza globale e identità locale.
In un’intervista rilasciata alla testata L’ora della sera, il candidato sindaco Michele De Lucia riflette a cuore aperto sul futuro della “Città Verticale”, lontano dai toni accesi della campagna elettorale.
Per De Lucia, governare Positano oggi è un compito arduo. “Tutti vedono la bellezza, pochi vedono il peso della responsabilità”, spiega nell’intervista. L’obiettivo principale non deve essere quello di diventare un “sindaco della cartolina“, limitandosi alla superficie, ma di trovare ogni giorno un equilibrio tra l’immagine turistica, la vivibilità per i residenti e l’identità profonda del paese.
Uno dei punti centrali della riflessione di De Lucia riguarda il rischio che Positano, sotto la pressione del turismo internazionale, possa lentamente smarrire se stessa. “Il rischio non è il turismo in sé” – sottolinea – “ma dimenticare che Positano la vive dodici mesi all’anno, mentre il resto del mondo la attraversa solo per qualche giorno”.
La missione di un’amministrazione deve quindi essere quella di difendere il diritto dei cittadini a continuare a vivere il proprio territorio, garantendo quella “normalità” fatta di servizi, serenità ed equilibrio che spesso viene messa in secondo piano rispetto alle esigenze del marketing territoriale.
Fare politica in un piccolo comune significa non avere distanze. De Lucia evidenzia come il contatto diretto, gli sguardi e la condivisione quotidiana dei problemi siano l’essenza del suo impegno. Un impegno rivolto soprattutto ai giovani, affinché non siano costretti ad andare via: “Il nostro compito è costruire le condizioni affinché restare non sia un sacrificio”.
Nonostante i momenti di stanchezza umana legati al peso delle responsabilità, De Lucia conferma la volontà di continuare a servire la comunità. La vera sfida per il futuro di Positano, conclude nell’intervista a L’ora della sera, resta quella di proteggere l’anima di un paese che deve continuare a essere “casa” per chi lo abita, e non solo una vetrina per il mondo.



