Lo scudetto dell’Inter è anche un pò stabiese, con Pio Esposito da pulcino a campione
Un pò di festa ci dovrebbe essere anche a Castellammare di Stabia . Lo scudetto dell’Inter è anche un pò stabiese, con Pio Esposito da pulcino a campione. Chissà se si riuscirà a vederlo a Napoli
94 è il suo numero di maglia, ma anche il numero di giorni in cui Pio Esposito, all’età di vent’anni, ha praticamente fatto tutto, concentrando emozioni ed esperienze che la stragrande maggioranza dei suoi colleghi non conoscerà in tutta una carriera. Rientrato in estate dal prestito allo Spezia, l’Inter si apprestava a trovargli una nuova squadra per farlo “maturare”: e invece, dopo aver stupito al Mondiale per Club, i nerazzurri se lo sono tenuto stretto. Sono arrivati i primi gol in A e in Champions, la Nazionale, lo scudetto. Un’ascesa impressionante, la storia di un “pulcino” cresciuto nel vivaio dell’Inter che oggi è diventato “grande”
Un anno fa, di questi tempi, lottava per la promozione dalla B. Era il primo giugno 2025 quando Francesco Pio Esposito perdeva la finale playoff con lo Spezia (nonostante un gol segnato), oggi il gigante di Castellammare di Stabia sul trono della Serie A siede con merito. Gli ultimi trecentotrentasei giorni sono stati un fuoco d’artificio, una lunga rincorsa e infine una spettacolare festa. Altro che riserva, seppur di lusso: alla prima tra i grandi si è preso le luci a San Siro. Nato il 28 giugno 2005, Pio cresce in quella che è destinata a diventare a tutti gli effetti una dinastia del calcio italiano. Mamma Flavia sempre a bordo campo, papà Agostino ex allenatore della Juve Stabia che fa crescere i figli col pallone tra i piedi, la sorella Annamaria tifosa numero uno e i fratelli “del campetto” Sebastiano, già affrontato in Serie A con il Cagliari, e Salvatore, che dirà: “Pio è il più piccolo e ancora il più coccolato anche se ormai è diventato il più grosso di noi tre”. Quando si dice il destino: proprio contro il Cagliari e di fronte agli occhi di Seba, a fine settembre, festeggia il suo primo gol in Serie A.
Dal campetto di Castellammare all’Inter dello scudetto
Riavvolgiamo il nastro. Da bambini tutti i ragazzi di casa Esposito giocano nel Club Napoli, scuola calcio di Castellammare di Stabia affiliata al Brescia. Dopo averli visti, un osservatore, Roberto Clerici, propose al papà di trasferirsi in Lombardia. Era il 2011, Pio aveva sei anni, e la vita dell’intera famiglia Esposito cambiò per sempre. Un anno alla Voluntas Brescia, tre al Brescia, nel 2014 il definitivo passaggio al vivaio nerazzurro. Nove anni dopo Pio fa la valigia e va a farsi le ossa in Serie B. Due stagioni con lo Spezia, di cui diventa marcatore letale e idolo della tifoseria. È l’estate scorsa quando l’Inter lo richiama a casa. Ha appena perso la finale playoff, dicevamo, ma la città di Spezia non lo ha amato di meno. Basta poco per innamorarsi del piccolo gigante campano, 191 centimetri di forza pura, capocannoniere della squadra, una moderna sintesi del centravanti di peso, un po’ Dzeko – l’idolo di sempre – un po’ Van Basten. Tiro, potenza, presenza in area, testa e cuore. Pio Esposito ha tutto e Chivu, che già lo conosceva bene dalle giovanili dell’Inter, ci mette poco a (ri)scoprirlo. Al Mondiale per club americano, Pio si mette subito in luce: i suoi vent’anni li festeggia con il primo gol in nerazzurro, al River Plate. “Non ho ancora realizzato, esultavo e non ci credevo – commenterà poi con emozione – ho capito quando ho visto esultare Lautaro. È il frutto di anni di lavoro, è magico e tutto proprio come l’avevo sognato”.
Nella stagione 2018/19 è nell’Under 14, allenata da Cristian Chivu. Nel 2021/22 è il titolare dell’Under 17, e la trascina alla finale del campionato (poi persa con il Bologna) segnando 21 gol in 24 partite. È anche l’anno in cui l’Under 18 lo chiama a più riprese, e finisce per esordire anche con la Primavera, che dalla stagione successiva lo inserisce ufficialmente nella rosa da sotto età. L’allenatore è Cristian Chivu, uno che sta facendo un percorso di crescita molto simile. Pio segna 15 gol in 30 partite del campionato Primavera; da metà in poi ha la fascia di capitano al braccio, sempre titolare e mai sostituito; salta solo le ultime tre perché a maggio è convocato in Nazionale per il Mondiale Under 20, dove con l’Italia arriva secondo. A luglio gioca anche gli Europei, ma con l’Under 19; a settembre esordisce con l’Under 21. Insomma, tutti lo vogliono e il suo talento è ormai sotto gli occhi di tutti.
Il suo personale “momento sliding doors” si materializza il 25 giugno 2025, a Seattle, al 72’ di Inter-River Plate, tre giorni prima del suo ventesimo compleanno. Pio Esposito è in area di rigore in attesa del pallone buono, e quando gli arriva non si fa pregare: riceve da Sucic, se la sposta sul destro eludendo un difensore e poi la piazza nell’angolo. Ha fatto gol alla sua prima da titolare con la maglia della squadra in cui è cresciuto. Gli effetti a cascata di un “semplice” gol possono essere clamorosi: nel caso di Esposito sono: 1) spazzare via ogni dubbio sulla sua permanenza all’Inter, 2) farne un vice di lusso di Lautaro e Thuram, 3) presentare all’Italia il nuovo possibile centravanti del futuro, e per centravanti intendiamo quel genere di attaccante che si fa valere in area e poi la butta anche dentro, una rarità negli ultimi tempi


