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Il Battito Verde di Sant’Agnello: Quando l’Ecologia si fa Comunità e Resistenza

SANT’AGNELLO (NA) – C’è un luogo dove l’asfalto ha ceduto il passo alla vita, dove il cemento di un vecchio parcheggio è stato sconfitto dalla resilienza della macchia mediterranea. È l’Oasi in Città, un miracolo di rigenerazione urbana di 4.000 metri quadrati che questo pomeriggio si è trasformato nel cuore pulsante dell’attivismo territoriale. Organizzata dall’associazione DEEP, la kermesse odierna non è stata una semplice esposizione, ma una celebrazione della sinergia tra realtà che, pur con sfumature diverse, convergono verso un unico obiettivo: la salvaguardia dell’esistente. Come ricordava Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia: “La natura non è un luogo da visitare, è casa nostra”. E in questa “casa” ritrovata, ogni associazione ha portato un tassello fondamentale. Il percorso tra gli stand è stato un viaggio nella consapevolezza. La bellezza dei muretti a secco e la tutela del paesaggio terrazzato hanno trovato voce in AcarBIO, mentre la lotta allo spreco e la rigenerazione dei materiali sono state interpretate dai Barattoli Cosmici, arricchite dalle sculture realizzate con l’arte del riciclo dal maestro Massimo Sepe. L’innovazione sostenibile e la ricerca hanno visto protagonista ConolaLAB, in un dialogo costante con la protezione dei nostri ecosistemi marini, presidiati dall’eccellenza di Fondali Campania, Marevivo Sorrento e il lavoro scientifico di Ianuae. L’attenzione si è poi spostata sulla “terra nuda” con Save our Soil, per ricordare che senza un suolo sano non c’è futuro, e sulla riscoperta delle tradizioni agricole a basso impatto con Terra Pagana. Il legame indissolubile tra uomo e vulcano è stato raccontato da Vesuvio Natura da Esplorare, in una rete che vede nel WWF Terre del Tirreno il suo pilastro storico. Proprio i volontari del Panda, guidati dal presidente Claudio d’Esposito, hanno accompagnato i cittadini alla scoperta della storia dell’Oasi: un ecosistema di 6.000 piante e un biolago che oggi funge da corridoio ecologico fondamentale. In questo contesto, la tutela delle api e della biodiversità si intreccia inevitabilmente con le grandi questioni del nostro tempo. Non è mancato lo sguardo verso il dramma dei conflitti internazionali, con la presenza dei movimenti Pro-Pal contro la disumanità della guerra. Perché un’ecologia che non si cura dell’uomo è un’ecologia monca. Risuonano qui le parole forti del Premier spagnolo Pedro Sánchez: “La transizione ecologica e la giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia”. Non può esserci cura per l’ambiente se non c’è empatia per il dolore umano. Questa visione di armonia globale richiama la saggezza di Papa Francesco, che nella sua dottrina sociale esortava a una responsabilità condivisa, ricordando che il bene comune è l’unico argine contro la deriva dell’egoismo. La serata è stata nobilitata dalla performance interattiva “Il tavolo degli impatti”, un’analisi sulla relazione uomo-mare, e dal concerto del gruppo “Teatro de-ambulante”. Sulla sponda del biolago, le villanelle del 1500 hanno riconnesso il pubblico con le radici della nostra cultura. Sant’Agnello ha dimostrato che la rinaturalizzazione non riguarda solo il suolo, ma anche le coscienze. L’Oasi è oggi il simbolo di una comunità che ha deciso di restare umana.

A cura di Luigi De Rosa

Oasi in Città
Generico maggio 2026
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