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DIFENDERE IL DECORO DEL PROPRIO PAESE E’ SEGNO DI INTELLIGENZA STRATEGICA ED ECONOMICA

Ravello, Costiera amalfitana . Quando la vita di un territorio è ostaggio della casualità, ma soprattutto quando è direttamente collegata e dipendente dagli interessi e dalle regole di chi lo vive per un solo giorno, o addirittura solo per poche ore, quel territorio avrà vita grama se non breve.
Sto parlando della vita della Costiera Amalfitana e, in particolare, di Ravello.
In queste ore di caos totale, tra il ponte del Primo Maggio e quello del 25 Aprile, abbiamo letto di tutto e di più; purtroppo, è diventato un caso complesso e di difficile soluzione, perché troppi elementi concorrono a comporre lo scenario finale. Per dirla alla Totò, se è vero che è la somma a fare il totale, dobbiamo sommare decine di fattori: dall’overtourism ai B&B, dalla viabilità ai servizi pubblici, dalla pianificazione commerciale alla mancanza di controlli, eccetera, eccetera, eccetera; dalla miriade di competenze e responsabilità alla mancanza di una strategia complessiva.
Quindi? Restiamo fermi? Nulla è possibile?
Riteniamo che piangersi addosso non serva a nulla e parlare di soluzione definitiva del problema sia utopia; ma siamo sicuri che, se ciascuno si rendesse protagonista di piccoli gesti, la situazione potrebbe migliorare. Sono tanti gli esempi possibili, ma una scenetta di ieri e l’indecorosa vista delle scale del Duomo di Ravello di oggi me ne suggeriscono uno.
Nelle ore abitualmente destinate al pranzo, Piazza Vescovado di Ravello diventa un enorme fast food: dai più ordinati e legali tavoli dei bar agli improvvisati picnic dei ciclisti armati di mini sediolini, dalle improvvisate tavolate sulle panchine al più veloce panino e birra consumati sulle scale della Chiesa. Il risultato, soprattutto sulle scale, oltre a non essere dignitoso per il decoro del monumento, purtroppo è anche indecente per l’abbondante percolato che ne residua (vedi foto).
A parte la circostanza che sull’intera piazza, oltre che sul Duomo e sulle scale, grava il “Vincolo Monumentale”, e a parte qualche Ordinanza Sindacale che pure limita e regola l’uso della piazza, forse alcuni piccoli gesti potrebbero migliorare la situazione. Gesti che non richiedono esborsi economici da parte di nessuno, non richiedono ordinanze, leggi o progetti, ma solo buon senso e buona volontà:
• qualche cartello di divieto di picnic sulle scale e lungo il perimetro;
• qualche puntatina dei VV.UU. nelle due o tre ore di punta;
• qualche raccomandazione agli avventori, al momento dell’acquisto di panini, pizzette da asporto e bibite, da parte dei commercianti;
• qualche richiamo da parte dei commercianti e dei ravellesi presenti nei paraggi, possibilmente con il garbo e il sorriso che ci contraddistinguono.
Difendere Ravello, il suo decoro e la sua identità culturale, prima ancora che un dovere delle Istituzioni e dei cittadini, è un atto di intelligenza economica e strategica.
Secondo Amalfitano