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Costiera Amalfitana al limite: il sovraffollamento diventa rischio sicurezza

Dopo le scene di caos registrate oggi lungo la Costiera Amalfitana – tra tensioni, disordini davanti a un autobus, interventi delle forze dell’ordine e notizie di un investimento ad un’autista della SITA che hanno rapidamente fatto il giro dei social – torna con forza il tema della gestione dei grandi flussi turistici.
Abbiamo raccolto a caldo il punto di vista del Sindaco di Atrani, Michele Siravo, che vive quotidianamente il territorio anche utilizzando i mezzi pubblici e i collegamenti via mare, osservando da vicino le criticità e vi rendo egli stesso il disagio di tutti i cittadini.
«Quando si affronta il tema dei grandi flussi turistici lungo la Costiera non si può ragionare per singoli Comuni o con interventi isolati. Parliamo di un sistema territoriale unico, fragile e complesso, dove la pressione antropica, soprattutto nei periodi di punta, incide direttamente sulla sicurezza, sulla viabilità e sulla capacità di risposta in caso di emergenza.
La prima scelta da fare è portare la questione su un piano istituzionale più alto, aprendo un tavolo presso la Prefettura, coinvolgendo Protezione Civile, Forze dell’Ordine, Regione e Autorità di Bacino. Perché il tema non è solo turistico, ma riguarda l’ordine pubblico e la sicurezza complessiva del territorio.
Ma oggi dobbiamo fare anche un passo in più. Dobbiamo iniziare a chiederci se il sovraffollamento non debba essere considerato a tutti gli effetti uno scenario di rischio. In un territorio fragile come la Costiera Amalfitana, esposto a dissesto idrogeologico, dove possono verificarsi smottamenti o altre criticità, la presenza contemporanea di grandi masse di persone rende tutto più difficile: rallenta i soccorsi, complica le evacuazioni e mette sotto pressione l’intero sistema di emergenza.
Per questo i Piani di Protezione Civile devono evolversi. Non possono più essere pensati solo per frane o alluvioni, ma devono includere anche scenari legati al sovraffollamento: capacità di carico del territorio, gestione dei flussi, vie di fuga realmente praticabili anche in condizioni di congestione.
Solo dopo aver costruito questo quadro si possono adottare ordinanze efficaci, che non siano interventi estemporanei ma strumenti coerenti con una pianificazione già definita.
Il punto è molto semplice: non si tratta di limitare il turismo, ma di governarlo. La Costiera vive di turismo, ma non può permettersi che i flussi superino la capacità del territorio di garantire sicurezza. Trovare questo equilibrio oggi non è più una scelta, è una responsabilità».