Accusa vecchi protagonisti della politica locale, denuncia giochi di potere e racconta le ultime drammatiche ore prima del fallimento della candidatura alternativa
|Amalfi: “Tradimenti, personalismi e liste saltate” Pietro De Luca rompe il silenzio
Nel lungo messaggio pubblicato sui social, Pietro De Luca attribuisce il fallimento della presentazione della lista alternativa ad Amalfi a una serie di divisioni interne, personalismi e comportamenti opportunistici da parte di altri protagonisti della politica locale.
Secondo De Luca, il problema non è stato l’improvvisazione tecnica, ma la mancanza di coerenza, senso di comunità e spirito unitario tra i vari interlocutori politici.
Ecco il testo integrale:
Care concittadine e cari concittadini,
ritengo necessario fare chiarezza su ciò che è avvenuto negli ultimi mesi nel panorama politico amalfitano; un quadro, purtroppo, raccapricciante che, di fatto, ha comportato l’impossibilità di creare una lista competitiva ed alternativa a quella dell’Amministrazione uscente.
Per mantenere gli equilibri, in una situazione di forte instabilità, in queste settimane ho dovuto mantenere un profilo basso e silenzioso, ma ora è giusto che tutti sappiano 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐮𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐦𝐚𝐥𝐟𝐢𝐭𝐚𝐧𝐚.
Durante questo percorso ho dovuto convivere con un fardello posto, in maniera preordinata, sulle mie spalle: essere “il figlio di”, come se fosse una cosa di cui dovermi vergognare, un peccato originale da dover espiare e che non mi avrebbe permesso, a dire di alcuni, di poter fare politica senza condizionamenti.
Fin dall’inizio, a chi mi muoveva queste accuse, ho replicato che per me essere il figlio di Antonio De Luca rappresenta un orgoglio, in quanto mio padre mi ha sempre fatto intendere la “Politica” nel senso nobile del termine da svolgere, in maniera disinteressata, con spirito di abnegazione, come servizio civico fatto di rinunce, in primis per gli affetti familiari. Ho cercato di far capire, però, che io sono Pietro De Luca, con un mio carattere, una mia storia professionale e politica che affonda le sue radici quando, all’età di 16 anni, ho deciso di iscrivermi per la prima volta ad un partito politico, di cui, successivamente, dopo un lungo percorso di impegno e militanza, ho avuto la possibilità e l’onore di far parte dell’Assemblea Nazionale e rappresentare il collegio Cava/Costiera/Salerno.
In questi mesi ho subito attacchi personali di ogni genere, sono stato messo continuamente alla gogna mediatica, cosa che non auguro nemmeno al mio peggior nemico, da parte di un cosiddetto giornalista che ormai ha fatto del suo giornaletto un mezzo di sfogo contro la mia persona. Probabilmente è l’unico modo che ha per favorire, come sempre, il potente di turno, non limitandosi a fare cronaca ma opinione, direzionando il consenso in un verso o nell’altro.
𝐍𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢 𝐌𝐀𝐈 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐮𝐢 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐮𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐨𝐬𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢, 𝐦𝐢 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨: 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞̀ 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐢, 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨?
Allo stesso modo, sorrido con amarezza quando leggo ed ascolto che l’incapacità di presentare una lista in vista delle prossime elezioni comunali, sia stata causata dall’improvvisazione: purtroppo, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢, 𝐛𝐞𝐧𝐬𝐢̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨, 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐛𝐚𝐧𝐝𝐢𝐞𝐫𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐧𝐞𝐭𝐰𝐨𝐫𝐤 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞, 𝐧𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢.
Difatti, con largo anticipo – circa due anni e mezzo orsono – insieme ad un gruppo di amici, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di formazione di una compagine in vista dell’elezioni comunali. Numerosissimi sono stati gli incontri, svariati sono stati i confronti, in maniera seria e rigorosa abbiamo allargato gradualmente il gruppo cercando di concentrarci sui programmi e sui problemi di Amalfi, ponendoci in modo alternativo e costruttivo all’attuale amministrazione, creando una compagine coesa e compatta, composta da persone con spessore morale, qualità che, purtroppo, non sempre ho riscontrato in altri interlocutori, successivamente coinvolti, durante questo percorso.
Personalmente, fin dal primo momento, mi sono messo a servizio del gruppo, dando la mia disponibilità 𝐚 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐫𝐦𝐢, 𝐬𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢, 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐋𝐒𝐈𝐀𝐒𝐈 𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎.
Di diverso tenore è stata l’entrata in scena di un altro candidato sindaco. Durante la scorsa estate, e quindi successivamente rispetto al percorso politico da noi già avviato da tempo, e di cui era perfettamente a conoscenza, ponendosi, a suo dire, come l’unica novità nel panorama politico amalfitano, ha esternato la sua volontà di candidarsi a sindaco affermando pubblicamente: “𝐡𝐨 𝟓𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐥𝐚 𝐭𝐚𝐩𝐩𝐚𝐛𝐮𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨̀ 𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐢𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐨 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. Rimanendo attonito dinanzi a questa sua esternazione, in quanto proveniente da una persona che si interessava, per la prima volta, non solo delle vicende politiche locali ma, in generale, della realtà sociale amalfitana, le facevamo presente che non erano queste le corrette modalità di approcciarsi ad una competizione elettorale; le chiedevamo di intraprendere un percorso insieme al nostro gruppo, già ben avviato, e di verificare le sue capacità aggregative: in caso positivo, nessuno si sarebbe opposto ad una sua candidatura a Sindaco.
Numerosi sono stati i tentativi di trovare una sintesi per evitare una frammentazione familiare e politica, che non avrebbe fatto altro che favorire l’Amministrazione in carica. Seppur sui social sia stato raccontato il contrario e si sia dichiarata aperta a qualsiasi forma di confronto e di intesa, i tentativi sono stati tutti vani: la “conditio sine qua non” era che lei dovesse fare il Sindaco, poi si poteva ragionare su tutto il resto. Persino l’ultima proposta di organizzare delle primarie per l’individuazione del candidato sindaco è stata da lei rispedita al mittente in quanto si riteneva l’unica persona NUOVA e CAPACE e quindi meritevole di candidarsi a sindaco.
𝐎𝐠𝐠𝐢, 𝐩𝐮𝐫𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐞𝐝 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢.
Precisato quanto sopra, chiarisco che, seppur sia stato raccontato il contrario, 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞́ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨, 𝐧𝐞́ 𝐜𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐨; mio padre non si è battuto per favorire la mia candidatura anzi, se avessi ascoltato i suoi consigli, probabilmente non avrei nemmeno intrapreso questo percorso. La mia candidatura è fisiologicamente emersa dal basso, da un folto gruppo di persone mosse da una grande passione, che mi hanno chiesto di essere il candidato sindaco di questa compagine politica, che si è andata a costituire nel corso dei due anni di lavoro, di cui mi sentivo onorato di farne parte.
In tale contesto, però, abbiamo sempre subito un atteggiamento ostruzionistico da parte di coloro che abbiamo ribattezzato “𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐝𝐚 𝟗𝟎”: persone che per esperienza personale e politica e per consenso avrebbero potuto accompagnarci, guidarci, sostenerci e supportarci in questo percorso ma che, purtroppo non hanno fatto nulla di tutto ciò, impegnandosi solo a remarci continuamente contro e a farmi terra bruciata intorno.
La particolarità delle loro teorie e la singolarità dei loro atteggiamenti ondivaghi e altalenanti, certamente meritano una menzione:
– un esponente politico di lungo corso, ergendosi ad unico custode della verità assoluta, non vedeva in me un candidato sindaco vincente ma, in preda ad un perenne stato confusionale, è stato contrario a qualsiasi candidato sindaco proposto, arrivando persino, l’ultima sera, a bocciare la propria candidatura a sindaco, avanzata dai più, pur di riuscir a formare una lista; a differenza nostra che 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 vincere lui, invece, 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐯𝐚 vincere ad ogni costo, dichiarando, in varie occasioni, di voler prima verificare il peso elettorale dei componenti della lista e poi, solo se avesse avuto la certezza di poter vincere, avrebbe dato la sua disponibilità a candidarsi;
– un altro, poi, ha disatteso la promessa di esserci “l’uno per l’altro”, ponendosi, fino all’ultima ora, come l’unico candidato sindaco possibile in virtù della sua esperienza ventennale, non contemplando mai realmente la possibilità di candidarsi in lista, mettendo, però, queste doti a servizio, a giorni alterni, non solo della nostra costituenda lista, ma anche dell’attuale maggioranza, che ha gentilmente rispedito al mittente la sua proposta;
– chi, invece, non poteva supportare la mia candidatura in quanto, a suo dire, rappresentava la più alta forma di nepotismo che, per i suoi principi, non poteva assecondare, pur affermando innanzi a tutti, però, che con la mia candidatura a sindaco ci sarebbero state più possibilità di vincere rispetto ad altri. Ma lui non poteva permettere né sopportare “altri 30 anni di De Luca al Comune di Amalfi”.
In questa condizione di assoluta incertezza, 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞, se si può ritenere tale, è stato quello di non aver proseguito nella costituzione di una lista a mia guida ma di aver voluto mediare per creare una compagine unitaria, forte e realmente capace di poter competere. Il nostro desiderio era quello di voler trovare un punto di incontro con coloro che, dal punto di vista elettorale, potessero dare un importante contributo. Questo mio ragionamento scaturiva dal fatto che, a differenza di chi affermava che i suoi obiettivi erano quelli di fare la consigliera di opposizione – come se questa carica fosse una spilla da appuntarsi in petto – e di voler prendere un voto in più di me – come se prendersi delle soddisfazioni personali dal punto di vista familiare fosse talmente importante da coinvolgere tutto il paese -, noi, invece, volevamo vincere per cambiare lo status quo: ce lo chiedevano i cittadini amalfitani in disaccordo col modo di amministrare dell’attuale maggioranza.
In tale situazione di impasse, ci rivolgiamo al dr. Del Pizzo, fino a quel momento sempre da noi coinvolto ma, per sua scelta, non disponibile a far parte della lista in vista delle elezioni comunali, in quanto più volte aveva affermato di non voler prendere parte alla competizione elettorale per motivi strettamente personali. In maniera accorata, richiediamo un suo diretto coinvolgimento in lista, come capolista e candidato consigliere, appoggiando la mia candidatura a Sindaco, per porsi come elemento di spessore ed esperienza, per favorire quel passaggio generazionale e per convincere, con la sua presenza, “i calibri da 90”, scettici a candidarsi in lista, dando vita, in tal modo, ad un progetto unitario e competitivo. La sua chiusura è netta, nonostante le ripetute sollecitazioni. Questo suo atteggiamento continua fino a circa due settimane dalla presentazione delle liste, fin quando, stranamente motivato e dopo aver d’un colpo risolto tutti i problemi personali e familiari che fino a poco prima lo avevano attanagliato, inizia ad impegnarsi attivamente per la costituzione di una lista forte, rinviando ad un momento successivo l’indicazione del candidato sindaco tra me e lui. Organizza una serie di incontri, promettendo incarichi e deleghe e, in una successiva riunione, alla mia richiesta di capire chi fosse il candidato sindaco visto che la scelta era ancora in sospeso, mi dice: “𝐇𝐀𝐈 𝐅𝐀𝐋𝐋𝐈𝐓𝐎, tu non sei riuscito a comporre una lista, i gruppi politici vogliono me”, una frase che ancora oggi mi rimbomba nella mente soprattutto in quanto detta da una persona che, fino ad allora, non perdeva occasione di dire che per lui ero come un figlio. Dopo giorni di forte agitazione, sempre nell’ottica dell’interesse collettivo, insieme ai componenti che mi avevano affiancato in questo lungo percorso, decidiamo comunque di fare un passo indietro, sostenendo la candidatura a sindaco del dr. Del Pizzo e garantendo la nostra presenza in lista, senza la quale, dal punto di vista numerico, la lista non si sarebbe mai riuscita a comporre. Nei giorni seguenti, si cerca di puntellare la compagine, già quasi pronta e completa, nel miglior modo possibile. Si stava, addirittura, già iniziando a preparare la documentazione da presentare al comune per il deposito della lista quando, per una serie di problemi assolutamente e facilmente superabili dovuti a discussioni su punti programmatici secondari e per la volontà di prendere in considerazione anche altri candidati più strutturati politicamente, 𝐚 𝟏𝟖 𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞, il dr. Del Pizzo, in modo inaspettato, afferma, solo allora, che il suo era stato, in realtà, un mandato esplorativo e si era reso conto di aver costituito una lista in cui non c’era amalgama tra le persone, decidendo di ritirare, repentinamente ed in maniera irrevocabile, la sua candidatura a sindaco, lasciando, in tal modo, il gruppo in una situazione di grande difficoltà in quanto impossibilitati, visti i tempi ristretti, a riorganizzarci.
Ecco 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞: non essermi fidato delle numerose persone che, da giorni, mi avevano messo in guardia prefigurando un passo indietro del dr. Del Pizzo solo a poche ore dalla presentazione della lista.
Dopo un’ultima notte travagliata, e in seguito a diversi tentativi di riuscir a ricomporre un fronte comune ed unitario, dulcis in fundo, alle 9 del mattino, 3 ore prima del termine ultimo per il deposito delle liste, viene pubblicato il comunicato del dr. Del Pizzo che, invece di assumersi le proprie responsabilità, parla di personalismi, giustificando, in tal modo, la sua uscita di scena dopo aver capito che la lista si sarebbe configurata unicamente come un’accozzaglia che avrebbe avuto come unico intento quello di sconfiggere l’amministrazione Milano.
Con un sussulto d’orgoglio, alle 11.00, dopo gli ennesimi e disperati tentativi di convincere “i calibri da 90” ad assumersi le proprie responsabilità ed a candidarsi in lista, e dopo i loro ripetuti rifiuti, ecco la corsa contro il tempo ed il nostro estremo e solitario sacrificio per formare una lista, anche solo di rappresentanza, per garantire ad Amalfi un’opposizione seria e costruttiva.
Purtroppo, assumendoci la responsabilità di aver depositato una documentazione in maniera oggettivamente incompleta a causa del pochissimo tempo a disposizione per la compilazione, stupisce comunque l’atteggiamento ostruzionistico avuto, nella Casa Comunale, da un candidato sindaco e da alcuni suoi familiari, durante il deposito della nostra lista; sono arrivati persino a strappare dalle mani del nostro delegato il foglio dei nostri sottoscrittori e a richiedere inutilmente l’intervento dei Carabinieri: ciò rappresenta l’ultimo atto di una delle pagine più buie della storia politica amalfitana.
Noi, con tutte le difficoltà e anche con gli errori inevitabilmente commessi, perché solo chi non fa non sbaglia, ci abbiamo provato, fidandoci eccessivamente delle persone sbagliate che, iscritte al 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐎, hanno solo dimostrato un accentuato carattere di 𝐢𝐫𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, preferendo le loro ambizioni ed i loro interessi personali alla creazione di un’alternativa politica, così come invece richiesto da tanti cittadini amalfitani.
Ad ogni modo, sentiamo di poter camminare a testa alta, con la consapevolezza di aver dato tutto noi stessi e di esserci messi a disposizione nell’esclusivo interesse del popolo amalfitano: il nostro impegno, lungi dall’essere terminato, è appena all’inizio con la costituzione del Movimento Civico “Amalfitani”.
𝐀 𝐭𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚, 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨, 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢, 𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮 𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥’𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐈𝐧𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞, 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐞𝐝 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐦𝐚𝐥𝐟𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐫𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐩𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨, 𝐜𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀, 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨.
Segno evidente che gli Amalfitani desiderano un’alternativa seria ed affidabile, è stata la vicinanza di tanti concittadini che, con affetto, ci hanno dimostrato fattiva solidarietà nei momenti di difficoltà.
A loro, e a tutti gli Amalfitani che ancora credono che Amalfi possa avere un futuro migliore, a nome di tutto il Movimento Civico e mio personale, giunga il nostro più riconoscente ringraziamento.
Un caro saluto.
Movimento Civico “Amalfitani”
Pietro De Luca


