Logo
Amalfi, memoria e mare: il ricordo di Cosimo Gambardella e dei “portuali” scomparsi

Un manifesto semplice, quasi essenziale, ma carico di significato: l’“avviso sacro” annuncia per martedì 5 maggio 2026, alle ore 8.00, una Santa Messa al Piazzale dei Protontini di Amalfi. Un appuntamento che si rinnova nel tempo e che unisce fede, tradizione e memoria collettiva. Al centro della commemorazione, la figura di Cosimo Gambardella, noto tra i colleghi come “o’ Turco”, e con lui tutti i lavoratori del porto che, come recita il manifesto, “navigano verso il cielo”.

manifesto messa al porto per Cosimo gambardella amalfi

La celebrazione non è un semplice rito religioso, ma un momento identitario per Amalfi. Il porto, cuore pulsante della vita cittadina, è anche il luogo dove si intrecciano storie di lavoro, sacrificio e, talvolta, tragedia. Ogni anno, familiari, amici e operatori portuali si ritrovano per ricordare chi non c’è più, trasformando il dolore in memoria condivisa.

Già in passato, analoghe cerimonie hanno visto la partecipazione della comunità con gesti simbolici come il lancio di corone di fiori in mare, a sottolineare il legame indissolubile tra gli uomini del porto e il mare stesso .

Cosimo Gambardella era una figura storica del porto di Amalfi, conosciuto e stimato per la sua esperienza nel settore del rimessaggio delle imbarcazioni. Aveva 75 anni quando, il 5 maggio 2013, perse la vita in un tragico incidente sul lavoro.

Secondo le ricostruzioni, Gambardella stava manovrando una gru utilizzata per il varo delle barche quando il mezzo si ribaltò sulla banchina. Durante una manovra in retromarcia, una ruota uscì dal margine della banchina provocando lo sbilanciamento del mezzo. L’uomo rimase intrappolato e venne schiacciato dalla gru, rendendo inutili i soccorsi .

Negli anni, la commemorazione di Gambardella si è allargata fino a includere tutti i portuali scomparsi, trasformandosi in un rito collettivo. Non solo il ricordo di una persona, ma di una categoria di lavoratori che ha segnato la storia economica e sociale della Costiera Amalfitana.

Il manifesto del 2026 si inserisce in questa continuità: un invito alla comunità a fermarsi, anche solo per un momento, e ricordare. Perché, in luoghi come Amalfi, il passato non è mai davvero passato: vive nei nomi, nei racconti e nei gesti tramandati.

In un’epoca in cui tutto scorre veloce, queste celebrazioni rappresentano una forma di resistenza culturale. Ricordare Cosimo Gambardella significa anche ribadire il valore del lavoro, della sicurezza e della dignità umana.

E mentre il mare continua il suo eterno movimento, Amalfi si raccoglie ancora una volta attorno ai suoi uomini, a quei “portuali” che hanno dedicato la vita al porto e che oggi vengono affidati alla memoria e alla preghiera.