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Amalfi, lidi sotto sequestro tentano la riapertura: interviene la Guardia Costiera

Tentativo di riapertura questa mattina, 5 maggio, per alcuni stabilimenti balneari già finiti sotto sequestro lo scorso 16 aprile. I gestori dei lidi  sequestrati hanno provato a posizionare ombrelloni e sdraio sull’arenile, nonostante i provvedimenti restrittivi ancora in vigore.
Immediata la risposta della Guardia Costiera, intervenuta sul posto per far rispettare le disposizioni: i militari hanno intimato lo sgombero dell’area, ritenuta occupata abusivamente. I quattro stabilimenti risultano infatti coinvolti nel blocco delle proroghe delle concessioni demaniali, stabilito dal TAR lo scorso dicembre.
Nei mesi precedenti, lo stesso Tribunale amministrativo aveva respinto i ricorsi presentati dai concessionari, confermando la cessazione delle autorizzazioni e la validità degli ordini di sgombero emessi dal Comune di Amalfi nel 2024.
Alla base della vicenda resta la Direttiva Bolkestein (2006/123/CE), normativa europea che impone agli Stati membri di mettere a gara le concessioni demaniali marittime, vietando i rinnovi automatici. Un nodo irrisolto che continua a generare tensioni lungo le coste italiane.
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, cresce l’incertezza sul futuro del litorale amalfitano. Da un lato, la prospettiva di spiagge libere senza stabilimenti viene vista da alcuni come un’opportunità di maggiore accesso pubblico; dall’altro, si temono ricadute economiche e occupazionali, legate alla possibile assenza di servizi turistici essenziali.

(foto da archivio)