Oggi si celebra ad Amalfi un traguardo raro e prezioso: i 90 anni di Don Luigi Colavolpe, figura simbolo della Chiesa amalfitana e punto di riferimento umano, culturale e religioso per intere generazioni.
Nato il 21 maggio 1936, Don Luigi ha attraversato quasi un secolo di storia custodendo con discrezione, umiltà e instancabile dedizione il patrimonio spirituale della Costiera Amalfitana. Ordinato sacerdote il 5 luglio 1959 da Monsignor Angelo Rossini, ha consacrato la sua vita al servizio della comunità, diventando negli anni una presenza familiare e rassicurante per fedeli, giovani, anziani e confraternite.
Per oltre mezzo secolo è stato guida spirituale della parrocchia di Pontone, accompagnando il suo popolo nei momenti di gioia e nelle prove più difficili, con quella serenità che nasce da una fede autentica e profonda. Ma il ministero di Don Luigi non si è limitato alla sola dimensione pastorale: economo diocesano, canonico della Cattedrale di Sant’Andrea, rettore di importanti chiese e santuari, insegnante e animatore culturale, ha rappresentato un autentico presidio di memoria storica e identità religiosa per Amalfi e l’intera diocesi.
Chiunque abbia avuto modo di incontrarlo conserva il ricordo del suo sorriso mite, della parola sempre equilibrata, della capacità di ascoltare senza giudicare. Don Luigi appartiene a quella generazione di sacerdoti che hanno vissuto la missione non come ruolo, ma come dono quotidiano, scegliendo la semplicità come stile di vita e la vicinanza alle persone come vera forma di evangelizzazione.
Negli anni ha contribuito anche alla valorizzazione della memoria storica e culturale della diocesi amalfitana. Le sue riflessioni, i suoi scritti e il suo impegno nella causa di beatificazione di Monsignor Ercolano Marini testimoniano un amore profondo verso le radici spirituali del territorio. Ancora oggi, nonostante l’età, continua a offrire il proprio contributo con lucidità, passione e straordinaria dignità.
Novant’anni rappresentano molto più di un compleanno: sono una storia vissuta accanto alla gente, tra le navate delle chiese amalfitane, le processioni, le celebrazioni solenni, le confessioni silenziose, le parole di conforto donate a chi soffriva. Sono novant’anni di presenza costante, discreta ma fondamentale, nella vita religiosa e civile di Amalfi.
Oggi la comunità amalfitana si stringe attorno a Don Luigi con affetto sincero e gratitudine profonda. Perché la sua vita è stata testimonianza concreta di fede, servizio e amore per il prossimo. E perché uomini come lui diventano, col tempo, patrimonio morale di un intero territorio.

