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“Un turno ogni quattro anni”. Ma i bar della Piazzetta fanno ricorso: a Capri è scontro Comune-esercenti

“Un turno ogni quattro anni”. Ma i bar della Piazzetta fanno ricorso: a Capri è scontro Comune-esercenti

È un braccio di ferro che si consuma a pochi metri di distanza, tra i tavolini più famosi del mondo e le stanze del palazzo municipale, dirimpettai nella celebre Piazzetta di Capri. I titolari degli storici bar del centro hanno deciso di passare alle vie legali, presentando un ricorso al Tar della Campania contro il nuovo regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico.

Al centro del contenzioso giudiziario e politico c’è una tematica che da anni infiamma il dibattito isolano: la desertificazione commerciale nei mesi di bassa stagione.

Il “nodo” della discordia: la turnazione obbligatoria

La scintilla che ha fatto esplodere la contesa è un articolo specifico del nuovo regolamento, approvato recentemente dal Consiglio comunale. La norma impone agli esercenti della Piazzetta di garantire, anche attraverso un accordo interno, l’apertura di un numero minimo di locali durante il periodo invernale.

L’amministrazione ha previsto sanzioni durissime per chi si sottrae all’obbligo: la violazione della turnazione comporta infatti la sospensione della concessione del suolo pubblico fino a venti giorni. Una penalità che andrebbe scontata proprio durante la lucrosa stagione estiva, colpendo al cuore gli incassi delle attività.

La replica del Sindaco e l’ira della maggioranza

L’iniziativa legale dei baristi ha innescato l’immediata reazione della compagine di governo locale. Il sindaco Paolo Falco, affidando il suo pensiero ai social network, ha difeso la linea dell’amministrazione: “Amministrare significa fare a volte scelte che, se anche concordate, possono risultare antipatiche a qualcuno, ma sono pensate per tutelare tutti i cittadini e non solo un singolo individuo”.

Toni decisamente più accesi arrivano dai banchi della lista di maggioranza, Capri Futura, che parla apertamente di “limite superato”. Secondo il gruppo politico, la misura impugnata è una basilare regola di convivenza civile, nata per restituire dignità e servizi alla comunità dei residenti che vive lo scoglio caprese dodici mesi l’anno.

“Un regolamento frutto del confronto, equilibrato e che tiene conto delle necessità dei gestori – si legge in una dura nota diffusa da Capri Futura –. Di cosa stiamo parlando, concretamente? Di un impegno minimo: ogni esercente dovrebbe restare aperto in inverno una volta ogni quattro anni. Una richiesta ragionevole, sostenibile, quasi simbolica. La risposta? Ricorsi al Tar”.