Sorrento verso il voto, scatta il “prepariamoci”. Gaetano Milano: “Tutti in campo, ma con chi?”
Sorrento verso il voto, scatta il “prepariamoci”. Gaetano Milano: “Tutti in campo, ma con chi?”
La politica sorrentina esce dalla fase di attesa e inizia a posizionare le proprie pedine sulla scacchiera. Dopo una settimana caratterizzata da un intenso dibattito tra i fautori del voto imminente e i sostenitori di un rinvio, il quadro inizia a delinearsi con maggiore chiarezza. A offrire una lucida e attenta disamina del fermento cittadino è Gaetano Milano, che attraverso una riflessione affidata ai propri canali social, fotografa l’attuale momento di transizione.
L’ipotesi rinvio e il rischio del lungo commissariamento
Il punto di partenza dell’analisi di Milano è prettamente istituzionale. Preso atto che, allo stato attuale, non si è concretizzato lo scioglimento e registrata una chiara volontà popolare di tornare alle urne, l’opzione di rinviare il voto viene archiviata come un’ipotesi impraticabile.
Un eventuale slittamento, fa notare Milano, non avrebbe semplicemente posticipato le elezioni all’autunno, ma avrebbe proiettato la città alla prima data utile tra un anno (primavera 2027). Questo scenario avrebbe significato una lunga proroga del commissariamento cittadino, peraltro senza cancellare il rischio latente di uno scioglimento futuro. Una prospettiva che, nell’analisi proposta, viene definita senza mezzi termini come “senza senso”.
Le nuove “discese in campo”: il rebus delle alleanze
Archiviato lo spettro del lungo stallo amministrativo, la macchina elettorale si è improvvisamente messa in moto. Milano accende i riflettori sulle recenti e rapide evoluzioni del panorama politico locale, citando due movimenti specifici: l’annuncio della discesa in campo di Ivan Gargiulo e l’iniziativa di Raffaele (Raf) Attardi per la costruzione di una lista.
Tuttavia, l’osservazione solleva un interrogativo centrale e prettamente politico: “Con chi?”. Una domanda, ripetuta due volte, che evidenzia come, pur essendoci la volontà di partecipare alla competizione, i perimetri delle coalizioni e le alleanze a supporto dei candidati siano ancora tutti da definire.
I compromessi tattici e l’attesa per il futuro
La sensazione descritta è quella di un parterre politico che attendeva solo un innesco per avviare i motori. Secondo la ricostruzione di Milano, è bastata una voce contraria da parte di terzi (il riferimento è alle posizioni di Pinto) per far scattare, quasi come una conseguenza ineluttabile, la fase del “prepariamoci”.
Nel suo intervento, Milano delinea anche lo scenario delle settimane a venire, caratterizzato dall’inevitabile necessità di trovare sintesi politiche. Trovandosi di fronte all’obbligo di affrontare la sfida elettorale (il metaforico “amaro calice” da bere), si profila all’orizzonte la necessità di scendere a compromessi, accettando quelli che definisce sacrifici per la costruzione delle alleanze.
“Curioso di vedere che succede”, è la chiosa finale.


