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Sorrento salva il Giudice di Pace: un dipendente comunale evita la chiusura in extremis

Sorrento salva il Giudice di Pace: un dipendente comunale evita la chiusura in extremis

Scongiurata, in extremis, la paralisi degli uffici del Giudice di Pace in Penisola Sorrentina. L’istituzione, finita sull’orlo della chiusura a causa di un improvviso buco in organico, è stata salvata dall’intervento tempestivo del Comune di Sorrento, che ha disposto il trasferimento temporaneo di un proprio dipendente per garantire la continuità del servizio.

L’ultimatum del Tribunale

La crisi era deflagrata alla fine del mese scorso. Lo scorso 27 marzo, il presidente del Tribunale di Torre Annunziata aveva recapitato una nota perentoria agli enti locali convenzionati. Il motivo? L’imminente collocamento in ferie, in vista del definitivo pensionamento a partire dal 3 aprile, dell’unico impiegato amministrativo attualmente in forza all’ufficio, proveniente dal Comune di Massa Lubrense.

Il monito da Torre Annunziata non lasciava spazio a interpretazioni: senza la comunicazione immediata di nuovi nominativi da assegnare agli sportelli, anche in via provvisoria, sarebbe scattato inesorabilmente l’iter per la soppressione della sede sorrentina.

Le radici del patto territoriale

Per comprendere l’origine della vicenda occorre fare un passo indietro al 2011, quando la riorganizzazione governativa delle strutture periferiche aveva di fatto decretato la cancellazione dell’ufficio peninsulare. La legge offrì però un’ancora di salvezza: i Comuni avrebbero potuto mantenere il presidio di giustizia a condizione di accollarsi per intero i costi di funzionamento, compresa la fornitura del personale amministrativo.

In questo quadro si inserisce l’ultima intesa, ratificata nel 2024. Gli accordi prevedevano che a fornire le due unità lavorative necessarie agli uffici sorrentini dovessero essere le amministrazioni di Sant’Agnello e Massa Lubrense. L’uscita di scena dell’operatore massese aveva però fatto crollare questa delicata impalcatura gestionale.

La soluzione in extremis

A sbrogliare la delicata matassa ci ha pensato l’amministrazione di Sorrento. Di fronte al rischio concreto di perdere un presidio giudiziario essenziale per il territorio, l’ente si è subito attivato sondando la disponibilità del proprio personale idoneo.

Trovata la figura professionale adatta, il commissario straordinario Rosalba Scialla ha firmato l’apposita delibera che ha sbloccato il trasferimento.