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Sorrento col fiato sospeso: il dossier della commissione d’accesso al Viminale e l’incognita sulle elezioni di maggio

Sorrento col fiato sospeso: il dossier della commissione d’accesso al Viminale e l’incognita sulle elezioni di maggio

L’orologio corre inesorabile verso le elezioni amministrative fissate per il 24 e 25 maggio, ma sul futuro politico e amministrativo di Sorrento pende una delicata decisione istituzionale. Come riportato in un’articolata e dettagliata inchiesta a firma del giornalista Vincenzo Iurillo sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, nei cassetti del Ministero dell’Interno giace dai primi di aprile la corposa relazione conclusiva redatta dalla commissione d’accesso, guidata dal vice prefetto Vincenzo Chietti.

Si tratta di un documento di quasi 200 pagine che ha indotto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a formulare una proposta di scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche, indirizzandola al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Il “Sistema”, la Fondazione e l’intervento dell’Anac

Il contesto da cui scaturisce l’indagine prefettizia è quello del cosiddetto ‘Sistema Sorrento’, il filone d’inchiesta relativo alla gestione degli appalti pubblici che, nel maggio dello scorso anno, ha portato all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola. Tuttavia, come evidenziato dall’articolo de Il Fatto Quotidiano, il dossier della commissione si sofferma in modo particolare sulle dinamiche legate alla Fondazione Sorrento. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha recentemente chiarito che la Fondazione è a tutti gli effetti un ente privato a controllo pubblico, essendone il Comune fondatore, promotore e parte attiva nella nomina della governance.

Tale inquadramento giuridico ha reso “inconferibile” l’incarico di Amministratore Delegato a Mario Gargiulo (scelto su indicazione del socio privato Marinvest), poiché quest’ultimo ricopriva la carica di consigliere comunale fino al momento della nomina. La normativa vigente, infatti, impedisce di assegnare simili ruoli a chi ha rivestito cariche di assessore o consigliere nell’ente controllante nei due anni precedenti. A corollario di questa situazione, il commissario prefettizio Rosalba Scialla aveva già provveduto lo scorso gennaio a ‘congelare’ il contributo comunale annuo di 250.000 euro destinato alla Fondazione, disponendo verifiche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

I rilievi del dossier

La proposta inviata al Viminale non si basa esclusivamente sulle vicende amministrative della Fondazione. Iurillo, nel suo resoconto, anticipa come il documento prefettizio contenga ulteriori, delicati rilievi. Tra questi vengono citati i presunti rapporti tra la passata amministrazione ed esponenti legati al clan D’Alessandro (con interessi nella sicurezza dei locali notturni), l’interesse per la riconversione di un ex agrumeto da parte di Salvatore Langellotto, nonché l’assunzione del figlio di quest’ultimo tramite concorso comunale. La relazione farebbe inoltre menzione di presunte pressioni subite dall’ex vice sindaco Filomena Cappiello e dall’ex vice comandante della Polizia Locale Carmine Bucciero da parte di soggetti contigui ad ambienti criminali stabiesi.

È doveroso precisare, ad ogni modo, che su questi specifici rilievi evidenziati dalla commissione d’accesso non risultano al momento in corso inchieste di natura penale, trattandosi di elementi valutati in sede puramente amministrativa.

Il bivio politico

La palla passa ora al Governo. Il ministro Piantedosi non si è ancora pronunciato, e l’attesa alimenta un clima di profonda incertezza. Qualora la proposta di scioglimento venisse accolta in tempi brevi, la tornata elettorale di maggio verrebbe annullata, prolungando il regime di commissariamento iniziato con le dimissioni in blocco della maggioranza consiliare.