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Roberta Valente notaio in Sorrento, perché la RAI non usa il femminile notaia?

Roberta Valente notaio in Sorrento, perché la RAI non usa il femminile notaia?
Se si vuole cambiare in meglio la realtà bisogna iniziare dalle parole che usiamo per rappresentarla.: «L’uso di un termine anziché di un altro comporta una modificazione nell’atteggiamento e nel pensiero di chi lolo pronuncia e quindi di chi lo ascolta. La parola è una materializzazione, un’azione vera e propria» scrive la linguista. Insomma, se ci si abitua a dire «avvocata», «ministra»,«procuratrice», «notaia», «medica» come la grammatica ci consente di fare, diventa normale riconoscere che quei ruoli appartengono alle donne. Trentasette anni dopo il manuale di Sabatini, molti altri ne sono stati scritti, sul tema si fanno conferenze e seminari, le aziende (Rai compresa) le università e gli enti pubblici si fregiano di codici di comportamento che invitano ad usare un linguaggio più inclusivo. Non perché scrivere al maschile «la notaio Maria Rossi», per tornare al primo esempio, sia sbagliato (lo abbiamo fatto fino a ieri), ma perché declinare al femminile le professioni contribuisce, pian piano, a ridurre quella percezione che certe professioni (guarda caso quelle più di prestigio e potere) siano solo maschili.

Eppure queste buone regole continuano ad essere disattese. A volte perché bollate come esagerazioni woke e giudicate cacofoniche. Oppure semplicemente perché c’è ignoranza: se i media mainstream si abituassero di più a declinare al femminile le professioni, per esempio, queste definizioni sarebbero percepite come normali e stimolerebbero un virtuoso effetto emulazione.

Lo dice chiaro il codice deontologico Rai: «La Rai assicura la più completa e plurale rappresentazione dei ruoli che le donne svolgono nella società». Nel codice troviamo anche la voce Contrasto agli Stereotipi dove si legge: «Nei programmi di informazione, intrattenimento e pubblicità, è richiesto di evitare la rappresentazione stereotipata della figura femminile».

Perché, allora, «notaio» e «sostituto procuratore» nei titoli? Perché realisticamente a Matera e a Sorrento (dove sono ambientate le fiction) si usa di più dire così? Sarebbe una giustificazione poco rispettosa della capacità di noi italiani e italiane di seguire l’evoluzione culturale della società.

Comunque “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”, una miniserie in quattro puntate ambientata nella splendida cornice tra i paesaggi e i vicoli della penisola sorrentina.

Tra scenari mozzafiato, emozioni e atmosfere suggestive, la serie racconterà una storia intensa fatta di romanticismo, suspense, ritorni dal passato e continui colpi di scena. Protagonisti Maria Vera Ratti e Alessio Lapice, pronti a conquistare il pubblico con interpretazioni coinvolgenti e una trama ricca di emozioni.

Un appuntamento da non perdere per gli amanti delle storie italiane e per chi vuole ritrovare sul piccolo schermo tutta la bellezza e il fascino di Sorrento e del suo territorio. La nostra “notaia” ci piace

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